Arturo Bocchini (12 February 1880 - 20 November 1940), was head of the Italian police from 1927, under the Fascist regime of Benito Mussolini. Under his direction police took a strict control in the life of Italians, also due to the help of OVRA the secret police, controlled in some way by Bocchini.

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  • Arturo Bocchini (12 February 1880 - 20 November 1940), was head of the Italian police from 1927, under the Fascist regime of Benito Mussolini. Under his direction police took a strict control in the life of Italians, also due to the help of OVRA the secret police, controlled in some way by Bocchini. He was also state consultant and senatore in the Parliament of Italy. In 1940 he was assassinated by poison by Mussolini due to his anti-war feelings. (en)
  • Arturo Bocchini, nacido el 12 de febrero de 1880 en San Giorgio del Sannio, Italia. Fue jefe de la policía italiana (Polizia de Stato) desde 1927 durante el régimen fascista de Benito Mussolini. Bajo su mando, la policía tomó un estricto control sobre todos los aspectos de la vida de los italianos, también debido a la ayuda de la OVRA, la policía secreta, controlada igualmente por Bocchini. A lo largo de su carrera fue también senador en el Parlamento italiano. El 20 de Noviembre de 1940 fue envenenado por sicarios de Mussolini en Roma por sus inclinaciones anti-bélicas. (es)
  • Figlio di Ciriaco, un ricco proprietario terriero, presidente della deputazione provinciale di Benevento e medico a tempo perso, e di Concetta Padiglione, appartenente ad una nobile e cospicua famiglia napoletana di sentimenti liberali (un suo avo aveva preso parte ai moti del 1821, insieme con Morelli e Silvati), era l'ultimo di sette figli. Laureatosi in legge a Napoli, entrò in prefettura nel 1903. La sua carriera fu rapida: nominato a 42 anni prefetto di Brescia, fu in seguito prefetto di Bologna, prefetto di Genova, Capo della Polizia, Senatore del Regno dal 16 novembre 1933 e Membro della Commissione degli affari interni e della giustizia . Fu iscritto al PNF Federazione di Roma dall'1 gennaio 1923 ed alla UNFS dal 15 febbraio 1933. Mussolini lo nominò capo della polizia nel settembre 1926. Bocchini fu l'ideatore di un sistema oppressivo magistrale capace di stritolare l'opposizione, ma fu anche per oltre quattordici anni un eccellente servitore dello Stato che imbrigliò l'arbitrio di un regime dispotico in un sistema della massima regolarità. Fu il creatore di una polizia che a quel tempo poteva definirsi moderna, tanto che il "modulo" Bocchini resterà in vigore fino alla metà degli anni settanta. Fu il controllore di tutti gli italiani e per oltre un decennio non cadde uno spillo senza che ne fosse informato. Quando si rese conto che l'Italia stava precipitando verso la guerra, conscio delle nefaste conseguenze per la Nazione non esitò a tramare contro Mussolini. Gaudente, legato ad una donna di 32 anni più giovane di lui, morì al ritorno da una lauta cena all'Hotel Ambasciatori di Roma per un ictus cerebrale, anche se molti sospettarono che fosse stato avvelenato per ordine di Mussolini. (it)
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  • Arturo Bocchini (12 February 1880 - 20 November 1940), was head of the Italian police from 1927, under the Fascist regime of Benito Mussolini. Under his direction police took a strict control in the life of Italians, also due to the help of OVRA the secret police, controlled in some way by Bocchini. (en)
  • Arturo Bocchini, nacido el 12 de febrero de 1880 en San Giorgio del Sannio, Italia. (es)
  • Figlio di Ciriaco, un ricco proprietario terriero, presidente della deputazione provinciale di Benevento e medico a tempo perso, e di Concetta Padiglione, appartenente ad una nobile e cospicua famiglia napoletana di sentimenti liberali (un suo avo aveva preso parte ai moti del 1821, insieme con Morelli e Silvati), era l'ultimo di sette figli. (it)
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  • Arturo Bocchini (en)
  • Arturo Bocchini (es)
  • Arturo Bocchini (it)
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