Vice is a practice, behaviour, or habit generally considered immoral, sinful, criminal, rude, taboo, depraved, or degrading in the associated society. In more minor usage, vice can refer to a fault, a negative character trait, a defect, an infirmity, or a bad or unhealthy habit (such as an addiction to smoking). Vices are usually associated with a transgression in a person's character or temperament rather than their morality. Synonyms for vice include fault, sin, depravity, iniquity, wickedness, and corruption. The opposite of vice is virtue.

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  • Vice is a practice, behaviour, or habit generally considered immoral, sinful, criminal, rude, taboo, depraved, or degrading in the associated society. In more minor usage, vice can refer to a fault, a negative character trait, a defect, an infirmity, or a bad or unhealthy habit (such as an addiction to smoking). Vices are usually associated with a transgression in a person's character or temperament rather than their morality. Synonyms for vice include fault, sin, depravity, iniquity, wickedness, and corruption. The opposite of vice is virtue. (en)
  • Das Laster (vom Althochdeutschen lastar für „Schmach“, „Tadel“ oder „Fehler“), auch Untugend oder Schwäche genannt, ist eine schlechte Angewohnheit, von der jemand beherrscht wird. Oft bezeichnet es auch eine ausschweifende Lebensweise. Das Laster ist eine ethische Wertung menschlichen Verhaltens, welches – im Gegensatz zur Tugend – als schädlich für den Einzelnen oder die Gemeinschaft angesehen wird. Es wird dabei bewusst nicht auf eine mögliche pathologische Wurzel des Missverhaltens gewiesen, (z. B. Alkoholismus als Krankheit), sondern seine moralische Verwerflichkeit benannt. Im weiteren Sinn ist ein Laster das Gegenteil einer Tugend. Im engeren Sinn „die zur Leidenschaft ausgearteten, das natürliche Maß überschreitenden Neigungen und Willensrichtungen“. Dies wird im Deutschen häufig mit den Morphemen „Sucht“ und „Gier“ ausgedrückt: Herrschsucht, Streitsucht, Habgier, Geldgier etc. Was als Laster angesehen wird, ist stark abhängig von der kollektiven Meinung innerhalb einer Gruppe und der kulturellen bzw. religiösen Prägung der Gesellschaften. So werden einige gängige westliche Verhaltensweisen, z. B. der relativ freie Umgang der Geschlechter miteinander, in islamischen oder fernöstlichen Gesellschaften als lasterhaft bewertet. (de)
  • 25بك المحتوى هنا ينقصه الاستشهاد بمصادر. يرجى إيراد مصادر موثوق بها. أي معلومات غير موثقة يمكن التشكيك بها وإزالتها. (يوليو 2016) الرذيلة هي عكس الفضيلة. (ar)
  • Le vice désigne d'une manière générale et non morale ce qui est défectueux, le défaut. En morale, c'est un penchant devenu habitude que la morale réprouve (en matière sexuelle mais pas seulement), ou un défaut excessif. La notion de vice varie peu d'une culture et d'une époque à l'autre, mais son contenu, ce qu'il désigne, est très changeant. Par exemple, la conception athénienne antique de la sexualité : apprécier une femme autrement que comme génitrice d'une descendance semblait grotesque pour certains membres des couches supérieures de la population, sans pour autant que l'homosexualité fût sentie comme une valeur en soi. Le mythe d'Aristophane dans le Banquet de Platon montre cependant qu'un amour authentique pouvait être conçu entre un homme et une femme, représentant deux moitiés d'un même corps originel. D'une manière similaire, alors que l'avarice est, selon les critères chrétiens, un péché mortel et que la pauvreté matérielle est un indice de pureté morale, une réussite sociale fondée sur le modèle capitaliste de l'épargne et de l'investissement pourra paradoxalement passer, dans les sociétés modernes judéo-chrétiennes (surtout protestantes), pour un modèle à atteindre, sous réserve naturellement que l'argent soit considéré comme un serviteur et non comme un maître : beaucoup gagner, oui, mais pour beaucoup donner (voir Bill Gates, Warren Buffett...), ce qui ne saurait donc se qualifier d'avarice. Cette même notion, très floue, change aussi selon les individus, en accord avec leur propre morale : telle personne sentira telle pratique comme un vice, qui passera, aux yeux d'une autre, pour une pratique acceptable voire positive. Ainsi, par exemple, fumer. (fr)
  • Un vicio es toda palabra que puede referirse también a una falta, a un defecto, a una enfermedad o tan sólo a un mal hábito. Algunos sinónimos de este término son: falta, depravación, exceso, mala costumbre, afición, desviación. El vicio es el antónimo (el opuesto) de la virtud. La palabra proviene del latín vitium, que significa «falla o defecto» aunque el significado social que se le ha dado a la palabra se ha ido ampliando para incluir muchas otras acepciones. Su equivalente en inglés, vice, también se utiliza como término jurídico genérico que abarca muchos tipos de actos criminales: la prostitución, las apuestas, la lujuria, el libertinaje y la obscenidad. El que estas conductas se consideren vicios y otras no tiene mucho que ver con consideraciones morales. (es)
  • Nell'accezione più comune, il vizio è un comportamento abitudinario che si manifesta nell'individuo come un agire normalmente ripetitivo e coattivo, considerato dal contesto sociale moralmente riprovevole e/o fisicamente nocivo, per sé e/o per gli altri. Il vizio, contrariamente all'evoluzione della morale, presuppone un allontanamento da un immutabile modello di perfezione virtuosa o la trasgressione di regole prestabilite di un saggio vivere immaginate come inalterabili. Il vizio, a lungo permanente nel corso del tempo, è difficilmente emendabile per motivi fisici o psicologici . La caratteristica del comportamento vizioso è tale infatti che non si perda o si attenui neppure con il passare del tempo, come attesta ad esempio il proverbio: Il lupo perde il pelo ma non il vizio . La devianza morale espressa dal vizio viene cioè considerata come connessa alla stessa primigenia natura malvagia dell'individuo. Il concetto, correlativo alla sua antitesi, la virtù, è bene espresso dalla locuzione latina «Video meliora proboque, deteriora sequor» che tradotta letteralmente, significa: «Vedo le cose migliori e le approvo, ma seguo le peggiori» Il verso rende bene la situazione per cui, pur nella piena consapevolezza di ciò che è bene, il vizio, per un'innata debolezza morale della natura umana, inclina al male. Per Aristotele mentre la virtù è ispirata da una concezione vera della felicità che si estende al bene comune, il vizio si basa su una concezione falsa della felicità che, intesa egoisticamente, causa così l'ingiustizia sociale. Il vizio come la virtù, deriva dalla ripetizione di azioni, che formano nel soggetto che le compie una sorta di "abito", una «seconda natura» che lo indirizza verso un'abitudine che, nel caso del vizio, non promuove una crescita interiore, nobile e spirituale, ma al contrario la deteriora. Si rende necessaria allora una buona educazione, comprensiva di strumenti punitivi, che indirizzi il giovane alla formazione di "abiti" buoni. Nel Medioevo i vizi non sono più concepiti come il risultato di cattive abitudini ma volontarie e consapevoli trasgressioni e opposizioni alla volontà di Dio. Tommaso d'Aquino li elencherà nella Summa Theologiae come vizi capitali nella forma tradizionale giunta sino ad oggi. Nella teologia morale, i vizi capitali vengono assimilati ai peccati capitali (superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia) , quando siano considerati non nell'individualità dell'atto, ma come abitudini Nell'Illuminismo si attenua la differenza tra i vizi e le virtù ed anzi si avanza una completa rivalutazione dei comportamenti viziosi. Osserva Bernard de Mandeville che certamente il vizioso non cerca altro che la soddisfazione dei suoi vizi ma «la sua prodigalità darà lavoro ai sarti, ai servitori, ai profumieri, ai cuochi e alle donne di vita: tutti questi a loro volta si serviranno dei fornai, dei falegnami ecc.» avvantaggiando tutta la società nel suo insieme. Quindi il vizio è necessario poiché la ricerca della soddisfazione egoistica del proprio interesse è la condizione prima della prosperità. Coloro che invece impostano la loro esistenza secondo il virtuoso principio di accontentarsi della propria condizione, questi in effetti conducono la loro vita nella rassegnazione e nella pigrizia danneggiando la produzione industriale, causando la povertà della nazione ed ostacolando il prodigioso sviluppo che sta portando l'Inghilterra alla Rivoluzione industriale. Kant si occupa del vizio sia nella sua Metafisica dei costumi sia soprattutto nell'Antropologia pragmatica dove inizia a dileguare la tradizionale concezione del vizio e si prospetta invece l'idea che questi faccia parte di una "caratterologia" umana che classifichi le debolezze umane simboleggiate dai vizi. Questa nuova visione costituirà la base della psichiatria del XIX secolo che studierà il vizio non più come esempio di devianza morale ma come l'aspetto di una psicopatologia. (it)
  • A acepção contemporânea está relacionada a uma sucessão de denominações que se alteraram historicamente e que culmina com uma relação entre o Estado, a individualidade, a ética e a moral, nas formas convencionadas atualmente. Além disso, está fortemente relacionada a interpretações religiosas, sempre denotando algo negativo, inadequado, socialmente reprimível, abusivo e vergonhoso. Porém, em termos genéricos, é interessante a abordagem de Margaret Mead: “A virtude é quando se tem a dor seguida do prazer; o vício, é quando se tem oprazer seguido da dor” Faltando porém, um detalhe: os períodos onde a dor e o prazer se inserem variam, sendo que o segundo é sempre mais longo e permanente que o primeiro, em ambos os casos. Daí a relação que se cria também com o trabalho, como processo doloroso que gera prazer posterior permanente, e que portanto, eleva(m) o homem, através do orgulho e da vitória. Fatalmente, o vício relaciona-se também com a perda, a derrota, e portanto, a queda, fechando um ciclo conceitual que interliga o social, o biológico, o religioso e a ética-moral laica. (pt)
  • Wada (gr. kakía, łac. vitium) – pojęcie z zakresu etyki. Jako przeciwieństwo cnoty stanowi stałą dyspozycję woli do aktów moralnie złych. Pojęcie wady ukształtował przede wszystkim Arystoteles, który jednak nie uznawał wad i cnót za przeciwieństwa. Cnoty nie potrzebują bowiem wad do tego, by być sobą; i przeciwnie, wady nie potrzebują cnót do tego, by być sobą. (pl)
  • Порок — этический термин, обозначающий укорененность в грехе и недолжном поведении. Термин появился в средневековой этике (Пьер Абеляр) и обычно сопоставлялся с грехом. Если грех воспринимался как поступок и результат выбора, то порок (лат. vitium) трактовался как аморальная склонность, которая превращается в пагубную привычку. В наши дни пороком могут называться привычка совершать мелкие проступки (опаздывать на работу, пьянствовать, мусорить, ругаться, справлять нужду в неподходящем месте). (ru)
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  • Vice is a practice, behaviour, or habit generally considered immoral, sinful, criminal, rude, taboo, depraved, or degrading in the associated society. In more minor usage, vice can refer to a fault, a negative character trait, a defect, an infirmity, or a bad or unhealthy habit (such as an addiction to smoking). Vices are usually associated with a transgression in a person's character or temperament rather than their morality. Synonyms for vice include fault, sin, depravity, iniquity, wickedness, and corruption. The opposite of vice is virtue. (en)
  • 25بك المحتوى هنا ينقصه الاستشهاد بمصادر. يرجى إيراد مصادر موثوق بها. أي معلومات غير موثقة يمكن التشكيك بها وإزالتها. (يوليو 2016) الرذيلة هي عكس الفضيلة. (ar)
  • Wada (gr. kakía, łac. vitium) – pojęcie z zakresu etyki. Jako przeciwieństwo cnoty stanowi stałą dyspozycję woli do aktów moralnie złych. Pojęcie wady ukształtował przede wszystkim Arystoteles, który jednak nie uznawał wad i cnót za przeciwieństwa. Cnoty nie potrzebują bowiem wad do tego, by być sobą; i przeciwnie, wady nie potrzebują cnót do tego, by być sobą. (pl)
  • Порок — этический термин, обозначающий укорененность в грехе и недолжном поведении. Термин появился в средневековой этике (Пьер Абеляр) и обычно сопоставлялся с грехом. Если грех воспринимался как поступок и результат выбора, то порок (лат. vitium) трактовался как аморальная склонность, которая превращается в пагубную привычку. В наши дни пороком могут называться привычка совершать мелкие проступки (опаздывать на работу, пьянствовать, мусорить, ругаться, справлять нужду в неподходящем месте). (ru)
  • Das Laster (vom Althochdeutschen lastar für „Schmach“, „Tadel“ oder „Fehler“), auch Untugend oder Schwäche genannt, ist eine schlechte Angewohnheit, von der jemand beherrscht wird. Oft bezeichnet es auch eine ausschweifende Lebensweise. Das Laster ist eine ethische Wertung menschlichen Verhaltens, welches – im Gegensatz zur Tugend – als schädlich für den Einzelnen oder die Gemeinschaft angesehen wird. Es wird dabei bewusst nicht auf eine mögliche pathologische Wurzel des Missverhaltens gewiesen, (z. B. Alkoholismus als Krankheit), sondern seine moralische Verwerflichkeit benannt. (de)
  • Un vicio es toda palabra que puede referirse también a una falta, a un defecto, a una enfermedad o tan sólo a un mal hábito. Algunos sinónimos de este término son: falta, depravación, exceso, mala costumbre, afición, desviación. El vicio es el antónimo (el opuesto) de la virtud. La palabra proviene del latín vitium, que significa «falla o defecto» aunque el significado social que se le ha dado a la palabra se ha ido ampliando para incluir muchas otras acepciones. (es)
  • Le vice désigne d'une manière générale et non morale ce qui est défectueux, le défaut. En morale, c'est un penchant devenu habitude que la morale réprouve (en matière sexuelle mais pas seulement), ou un défaut excessif. Cette même notion, très floue, change aussi selon les individus, en accord avec leur propre morale : telle personne sentira telle pratique comme un vice, qui passera, aux yeux d'une autre, pour une pratique acceptable voire positive. Ainsi, par exemple, fumer. (fr)
  • Nell'accezione più comune, il vizio è un comportamento abitudinario che si manifesta nell'individuo come un agire normalmente ripetitivo e coattivo, considerato dal contesto sociale moralmente riprovevole e/o fisicamente nocivo, per sé e/o per gli altri. Il vizio, contrariamente all'evoluzione della morale, presuppone un allontanamento da un immutabile modello di perfezione virtuosa o la trasgressione di regole prestabilite di un saggio vivere immaginate come inalterabili. Il vizio, a lungo permanente nel corso del tempo, è difficilmente emendabile per motivi fisici o psicologici . La caratteristica del comportamento vizioso è tale infatti che non si perda o si attenui neppure con il passare del tempo, come attesta ad esempio il proverbio: Il lupo perde il pelo ma non il vizio . La devianz (it)
  • A acepção contemporânea está relacionada a uma sucessão de denominações que se alteraram historicamente e que culmina com uma relação entre o Estado, a individualidade, a ética e a moral, nas formas convencionadas atualmente. Além disso, está fortemente relacionada a interpretações religiosas, sempre denotando algo negativo, inadequado, socialmente reprimível, abusivo e vergonhoso. Porém, em termos genéricos, é interessante a abordagem de Margaret Mead: “A virtude é quando se tem a dor seguida do prazer; o vício, é quando se tem oprazer seguido da dor” (pt)
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  • Vice (en)
  • رذيلة (ar)
  • Laster (de)
  • Vicio (es)
  • Vice (fr)
  • Vizio (it)
  • Wada (etyka) (pl)
  • Vício (pt)
  • Порок (этика) (ru)
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