Serge Daney (1944 - 1992) was an influential French movie critic who went on from writing film reviews to developing a “television criticism” and onto building a personal theory of the image. Although highly regarded in French and European film criticism circles, his work remains little known to English-speaking audiences, largely because it has not been consistently translated.

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  • Serge Daney (1944 - 1992) was an influential French movie critic who went on from writing film reviews to developing a “television criticism” and onto building a personal theory of the image. Although highly regarded in French and European film criticism circles, his work remains little known to English-speaking audiences, largely because it has not been consistently translated.
  • Serge Daney, est un critique cinématographique français. Il est parti de la critique de films pour passer à une critique de la télévision et a fini par développer une théorie critique de l'image. Après avoir fondé une revue Visages du Cinéma en 1962, Serge Daney débute sa carrière comme critique aux Cahiers du cinéma, en 1964, invité par Jean Douchet (à la fin de la période jaune – en référence à la couleur de la couverture – période où des critiques comme François Truffaut, Jean-Luc Godard, Éric Rohmer ou Jacques Rivette passent à la réalisation et lancent la Nouvelle Vague). Après 1968 il voyage, puis devient, en 1973, aux côtés de Serge Toubiana, rédacteur en chef des Cahiers du cinéma, après une période de grands débats théoriques et d'engagement politique radical, sur fond de maoïsme. Daney appellera cela la période non légendaire des Cahiers. Il quitte la célèbre revue de cinéma en 1981. En 1981 il rejoint le quotidien Libération, d'abord comme critique cinéphile, mais avec la volonté d'y créer une rubrique plus large consacrée à l'image. Il s'intéresse tout particulièrement à la télévision et écrit des séries d'articles sur les films télédiffusés et la programmation télévisuelle. De 1985 à 1990 il anime une émission hebdomadaire, Microfilms, sur la radio France-Culture, où il reçoit un invité pour parler de sujets ayant trait au cinéma. En 1991 il revient à la critique cinématographique et fonde la revue trimestrielle Trafic. Serge Daney meurt des suites du sida en 1992.
  • Partendo dalla critica dei film, Daney è passato alla critica televisiva, fino a sviluppare una complessiva teoria critica dell’immagine. Dopo aver fondato la rivista Visages du Cinéma nel 1962, Serge Daney entrò come critico ai Cahiers du Cinéma, invitato da Jean Douchet, nel 1964. Per la famosa rivista di critica era la fine del cosiddetto periodo giallo, così soprannominato per il colore originale delle copertine fino a quel momento. La prima generazione di critici, formatasi attorno ad André Bazin, quella di François Truffaut, Jean-Luc Godard, Éric Rohmer e Jacques Rivette, era ormai passata alla regia e sui Cahiers si affacciava una seconda generazione di critici, fra i quali Daney, Serge Toubiana e Olivier Assayas sono i più conosciuti. In questo periodo Daney, durante un viaggio a Hollywood, intervistò per i Cahiers attori e registi molto noti come Howard Hawks, Leo McCarey, Josef Von Sternberg e Jerry Lewis. Nel 1973, dopo alcuni viaggi in India e in Africa e dopo aver insegnato brevemente all’università Paris III, Daney assunse la direzione dei Cahiers du Cinéma accanto a Serge Toubiana. Dopo un lungo periodo di accesi dibattiti teorici sull’impegno al cinema, spesso influenzati dall’ideologia maoista fra il 1968 e il 1972, Daney e Toubiana inaugurarono un ritorno al dibattito cinematografico vero e proprio, chiamando a intervenire sulle pagine dei Cahiers anche intellettuali che non si occupavano specificamente di cinema, come Michel Foucault, Jacques Rancière e Gilles Deleuze. Il critico cessò definitivamente la sua collaborazione con la rivista nel 1981, andando a collaborare al quotidiano Libération come critico cinematografico, ma con l’intenzione di creare una rubrica dedicata più generalmente all’immagine nel suo complesso. Per questo motivo Daney si interessò particolarmente della televisione e scrisse una serie di articoli sulla trasmissione televisiva dei film e sui programmi televisivi. Dal 1985 al 1990 condusse Microfilms, una trasmissione settimanale su Radio France Culture, durante la quale intervistava un ospite su temi collegati al cinema. Nel 1991, dopo un’aspra polemica sul modo nel quale la televisione aveva coperto la Prima Guerra del Golfo, Daney decise di tornare alla critica cinematografica fondando la rivista trimestrale Trafic, tuttavia poco tempo dopo, nel 1992, morì per le conseguenze dell’Aids.
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  • Serge Daney (1944 - 1992) was an influential French movie critic who went on from writing film reviews to developing a “television criticism” and onto building a personal theory of the image. Although highly regarded in French and European film criticism circles, his work remains little known to English-speaking audiences, largely because it has not been consistently translated.
  • Serge Daney, est un critique cinématographique français. Il est parti de la critique de films pour passer à une critique de la télévision et a fini par développer une théorie critique de l'image.
  • Partendo dalla critica dei film, Daney è passato alla critica televisiva, fino a sviluppare una complessiva teoria critica dell’immagine. Dopo aver fondato la rivista Visages du Cinéma nel 1962, Serge Daney entrò come critico ai Cahiers du Cinéma, invitato da Jean Douchet, nel 1964. Per la famosa rivista di critica era la fine del cosiddetto periodo giallo, così soprannominato per il colore originale delle copertine fino a quel momento.
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