| dbpedia-owl:abstract
|
- Saudade ist eine spezifisch portugiesische und galizische Form des Weltschmerzes. Das Konzept der Saudade lässt sich mit „Traurigkeit“, „Wehmut“, „Sehnsucht“ oder „sanfte Melancholie“ nur annähernd übersetzen. Das Wort steht für das nostalgische Gefühl, etwas Geliebtes verloren zu haben, und drückt oft das Unglück und das unterdrückte Wissen aus, die Sehnsucht nach dem Verlorenen niemals stillen zu können, da es wohl nicht wiederkehren wird. Ähnliche Sinninhalte vermitteln womöglich das amerikanische blue und das türkische hüzün. Das Wort stammt zwar vom lateinischen solitudo ab, doch bedeutet es mitnichten nur „Einsamkeit“, denn hierfür haben sich aus dem gleichen Wortstamm solidão bzw soledade entwickelt. Saudade ist auch keine per se negativ bewertete Stimmung, sondern wird im Fado, dem portugiesischen Chanson, herbeigesehnt. Die Portugiesen sind seit Generationen stolz auf ihr „persönliches Wort“, das nur sie kennen. So besagt einer der berühmtesten Vierzeiler Fernando Pessoas:
- Saudade (singular) or saudades (plural) is a Portuguese word that can be translated as "longing, yearning", which describes a deep emotional state of nostalgic longing for something or someone that one loves and which is apart. It often carries a repressed knowledge that the object of longing might really never return. Saudade has been described as a "vague and constant desire for something that does not and probably cannot exist ... a turning towards the past or towards the future". A stronger form of saudade may be felt towards people and things whose whereabouts are unknown, such as a lost lover, or a family member who has gone missing. It may also be translated as a deep longing or yearning for something which does not exist or is unattainable. Saudade was once described as "the love that remains" or "the love that stays" after someone is gone. Saudade is the recollection of feelings, experiences, places or events that once brought excitement, pleasure, well-being, which now triggers the senses and makes one live again. It can be described as an emptiness, like someone (e.g. , one's children, parents, sibling, grandparents, friends, pets) or something (e.g. , places, things one used to do in childhood, or other activities performed in the past) should be there in a particular moment is missing, and the individual feels this absence. In Portuguese, 'tenho saudades tuas', translates as 'I have saudades for you' meaning 'I miss you', but carries a much stronger tone. In fact, one can have 'saudades' of someone whom one is with, but have some feeling of loss towards the past or the future. In Brazil, the day of saudade is officially celebrated on January 30.
- Saudade (del portugués saudade) es un vocablo de difícil definición incorporado al español empleado en portugués y también en lengua gallega, que expresa un sentimiento afectivo primario, próximo a la melancolía, estimulado por la distancia temporal o espacial a algo amado y que implica el deseo de resolver esa distancia. El escritor portugués Manuel de Melo la definió en 1660 como «bem que se padeçe y mal de que se gosta» (bien que se padece y mal que se disfruta). Dada la dificultad de su traducción y su extensa y ambigua definición, el término fue incorporado en su forma original al español, y se utiliza también en otros idiomas. Como ejemplo de la riqueza y profundidad de su significado se puede mencionar el movimiento estético y literario de principios del siglo XX en Portugal conocido como Saudosismo, promovido especialmente por el escritor Teixeira de Pascoaes.
- Saudade è un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima galiziano e portoghese e poi brasiliana, che indica una forma di malinconia, un sentimento affine alla nostalgia. Etimologicamente, deriva dal latino solitùdo, solitudinis, solitudine, isolamento e salutare, salutatione, saluto. In alcune accezioni la saudade è una specie di ricordo nostalgico, affettivo di un bene speciale che è assente, accompagnato da un desiderio di riviverlo o di possederlo. In molti casi una dimensione quasi mistica, come accettazione del passato e fede nel futuro. In galiziano e lingua portoghese, a differenza di altre lingue romanze, la parola è l'unica utilizzata per designare tutte le varianti di questo sentimento. In tal senso è spesso considerata intraducibile in altre lingue . Saudade può essere comunque tradotta, approssimativamente, anche come struggimento, tristezza di un ricordo felice. Lo scrittore Antonio Tabucchi, raffinato conoscitore della lingua e cultura portoghese, spiega la Saudade come un senso di nostalgia tanto legato al ricordo del passato quanto alla speranza verso il futuro e propone come traduzione il dantismo disìo, come compare nel canto VIII del Purgatorio: « Era già l'ora che volge il disìo ai navicanti e 'ntenerisce il core lo dì c'han detto ai dolci amici addio » L'uso del termine ha probabilmente origine all'epoca del colonialismo portoghese, quando iniziò ad essere usata per definire la solitudine dei portoghesi in una terra estranea, lontani dai loro cari. Si può avere saudade di molte cose : di qualcuno che non c'è più, di qualcuno che amiamo e che è lontano o è assente, di un caro amico, di qualcuno o qualcosa che non si vede da tantissimo tempo, di qualcuno con cui non parliamo da molto tempo, di un luogo caro (la patria, il proprio paese, la propria casa), di un cibo, di situazioni, di un amore. L'espressione matar a saudade (o matar saudades) è utilizzata per esprimere la scomparsa di questo sentimento, ad esempio, ricordando, parlando di un fatto passato, reincontrando una persona, rivedendo un luogo o rivivendo una situazione. Nel sud del Portogallo, mandar saudades significa mandare saluti, felicitazioni. La saudade è largamente presente nel fado portoghese, del quale è in qualche modo la base poetica e musicale. Amália Rodrigues, la più conosciuta interprete del fado (che deriva dal latino fatum, fato, destino), cantava spesso la saudade. Anche il genere musicale detto morna di Capo Verde è intimamente legato alla variante locale della parola, la sodade. Ancora di più la musica brasiliana è legata a questo sentimento, soprattutto nella bossa nova, la cui prima canzone di successo fu proprio Chega de saudade (Basta con la "nostalgia"), composta da Tom Jobim e da Vinicius de Moraes nel 1958 e resa celebre da João Gilberto. Alla fine degli anni cinquanta, all'epoca dell'affermazione della bossa nova, in particolare grazie ai testi di de Moraes, paroliere, ma anche affermato poeta, le canzoni brasiliane iniziarono a abbandonare i temi tragici e melodrammatici del periodo precedente, quello del samba cançao, in cui dominavano l'amore non corrisposto, la perdita dell'amore, la sofferenza per il tradimento. Divennero in qualche modo più ottimistiche, grazie anche al sentimento di rinascita che si avvertiva nel paese, anche se con una dose immancabile di fatalismo. I testi celebravano la felicità, ma anche la tristezza, due sentimenti che venivano equiparati e che condividevano la stessa bellezza, con uguale dignità. La canzone di Jobim e di de Moraes, vero inno della bossa nova, descrive perfettamente questo percorso. La nostalgia è rivolta al passato, la saudade è rivolta anche al presente, ma anche al futuro, per quanto incerto o irrealizzabile, comunque pieno di speranza. « Chega de saudadea realidade é que sem elanão há paz, não há belezaÉ só tristeza e a melancolia[... ... ]Mas se ela voltarse ela voltar, que coisa linda,que coisa louca[... ... ] » « Basta nostalgiala realtà è che senza di leinon c'è pace, non c'è bellezzatutto è tristezza e malinconia[... ... ]Ma se lei ritornassese lei ritornasse, che cosa bellache cosa folle[... ... ] » (Vinicius de Moraes, Chega de saudade, 1958) Gran parte degli autori portoghesi e brasiliani hanno dedicato canzoni e poesie alla saudade e ne hanno dato la loro interpretazione, cercando di darne una definizione che non è mai risultata definitiva. « Saudade é arrumar o quartodo filho que já morreu » « La saudade è mettere in ordine la cameradel figlio già morto » (Chico Buarque, Pedaço de mim, 1977)
- サウダージ(Saudade、サウダーヂあるいはサウダーデとも) は、郷愁、憧憬、思慕、切なさ、などの意味合いを持つ、ポルトガル語およびガリシア語の語彙。ポルトガル語、およびそれと極めて近い関係にあるガリシア語に独特の単語とされ、他の言語では一つの単語で言い表しづらい複雑なニュアンスを持つ。ガリシア語ではこの語はあまり使われず、通常類義語のモリーニャ(morriña)が同様の意味で使われる。 ポルトガル語が公用語となっているポルトガル、ブラジル、アンゴラなどの国々で、特に歌詞などに好んで使われている。単なる郷愁(nostalgie、ノスタルジー)でなく、温かい家庭や両親に守られ、無邪気に楽しい日々を過ごせた過去の自分への郷愁や、大人に成長した事でもう得られない懐かしい感情を意味する言葉と言われる。だが、それ以外にも、追い求めても叶わぬもの、いわゆる『憧れ』といったニュアンスも含んでおり、簡単に説明することはできない。ポルトガルに生まれた民俗歌謡のファド (Fado) に歌われる感情表現の主要なものであるといわれる。 なお、ガリシア語ではTemplate:IPAとなるほか、ポルトガルで話される大陸ポルトガル語ではTemplate:IPA、ブラジルで話されるブラジルポルトガル語ではTemplate:IPAまたはTemplate:IPAのように、方言によって発音が異なる。カタカナでは、ポルトガルのものは「サウダーデ」、ブラジルのものは「サウダーヂ」と表記されることが多い。 なお、ブラジルの大歌手であったエリゼッチ・カルドーゾが歌い、まだ新進気鋭であったジョアン・ジルベルトがバックでヴィオラゥン(ギター)を弾いたChega de Saudade(シェガ・ヂ・サウダーヂ、日本題:想いあふれて)は、ボサノヴァの第1号として知られるように、サウダージはボサノヴァの重要なキーワードとなっている。
- Saudade is een woord dat bekend is in het Portugees en het Galicisch. Het wordt wel vertaald met heimwee, melancholie of weemoed, omdat er geen betere vertaling beschikbaar is. Daarnaast is het begrip bekend in Bosnië en Herzegovina, waar het 'sevdah' genoemd wordt. Ook hier gaat het om weemoed, melancholie en liefde. Het omvat verschillende emoties die uiteindelijk allemaal terug te voeren zijn op liefde. De oorsprong van het woord saudade (en van het woord sevdah) dient gezocht te worden in het Arabisch. Sevdah betekent letterlijk liefde in het Arabisch. Het woord is tijdens de heerschappij van de Arabieren in Galicië en Portugal terechtgekomen en tijdens de heerschappij van de Turken in Bosnië. Saudade beschrijft gelukzalige gevoelens door de plezierige herinnering aan iets wat niet meer is, en tegelijk ook verdriet, doordat die gelukkige tijd voorbij is. Het kan een herinnering zijn aan een plaats waar men geweest is, of aan een tijd in het verleden. Saudade speelt een belangrijke rol in de nationale zang van Portugal, de fado. In Bosnië wordt de nationale volksmuziek sevdah genoemd.
- Saudade – portugalski pozytywny autostereotyp postrzegany jako wartość narodowa; rodzaj nostalgii i melancholii związanej z silną waloryzacją przeszłości, kontemplacją przemijania i piękna rozkładu, odbieranej z subtelną dumą i radością, w sposób pozytywny. Saudade nie jest chwilowym stanem ducha, lecz jest stale obecne w charakterze osoby, której dotyczy. Kojarzone z dekadencją, choć sami Portugalczycy podkreślają, że termin ten jest nieprzetłumaczalny na inne języki. Ciągła obecność saudade w społeczeństwie stanowi główny wyróżnik portugalskiej tożsamości narodowej. Określenie użyte po raz pierwszy przez Duarte I, króla z lat 1433-38. Bernardim Ribeiro, pisarz renesansowy, żyjący w latach 1482-1552, przedstawia istotę tego nieokreślonego, wewnętrznego poszukiwania w opowiadaniu o pewnym szlachcicu, który pewnego dnia wyruszył konno w podróż wzdłuż wybrzeża morskiego. Na samotnej plaży znalazł opuszczoną łódź. Wówczas, wbrew całemu swojemu dotychczasowemu życiu wsiadł do niej, i popłynął ku nieznanemu, otwartemu morzu. Pojawienie się saudade w kulturze tłumaczy się zwyczajowo historią kraju – utraconą chwałą imperium kolonialnego, pionierską rolą portugalskich żeglarzy w eksploracji świata przez Europejczyków, oraz naturalnymi konsekwencjami XVI-wiecznej potęgi polityczno-gospodarczej Portugalii, nieproporcjonalnej do jej potencjału powierzchniowego i ludzkiego: mitem sebastianizmu o silnym zabarwieniu mesjanistycznym, pokutującym do końca XIX wieku, czy utopią Luzytanii, do której odwołuje się w portugalskim eposie narodowym Luís de Camões. Powszechnie panujące przekonanie, że przeszłość w ostatecznym rozrachunku okaże się lepsza od przyszłości podważać zaczęło dopiero wstąpienie kraju do Europejskiej Wspólnoty Gospodarczej w 1986 roku i wynikający z tego rozwój gospodarczy. Do dziś popularny jest jednak w Brazylii humor bazujący na stereotypie smętnego i wiecznie zadumanego Portugalczyka, a jedno z popularnych hiszpańskich powiedzeń to Menos mal, que nos queda Portugal (Jeszcze nie jest tak źle, bo zawsze jest przecież Portugalia). Saudade stało się podstawowym środkiem wyrazu powstałej w lizbońskiej dzielnicy Alfama muzyki fado, opartej na poważnym i tęsknym, choć emocjonalnie wylewnym, silnie ekspresyjnym śpiewie wokalistki, ubranej zazwyczaj na czarno. Saudade cechuje twórczość każdego artysty, uznanego w Portugalii za wieszcza – od Amálii Rodrigues, uważanej za niedościgły wzorzec śpiewaczki fado, po modernistyczną twórczość pisarską Fernando Pessoi. Saudade, wraz z mitami o Luzytanii stało się głównym przesłaniem nurtu w poezji i literaturze nazywanego Odrodzeniem Portugalskim. Termin znalazł również zastosowanie w innych kulturach. I tak w Brazylii występuje także pod nazwą banzo, w hiszpańskiej prowincji Galicia, silnie powiązanej kulturowo z północną Portugalią, nazywany jest soidade lub morriña / morrinha, zaś w Finlandii – kaiho.
- Saudade é uma das palavras mais presentes na poesia de amor da língua portuguesa e também na música popular, "saudade", só conhecida em galego e português, descreve a mistura dos sentimentos de perda, distância e amor. A palavra vem do latim "solitas, solitatis" (solidão), na forma arcaica de "soedade, soidade e suidade" e sob influência de "saúde" e "saudar". Diz a lenda que foi cunhada na época dos Descobrimentos e no Brasil colônia esteve muito presente para definir a solidão dos portugueses numa terra estranha, longe de entes queridos. Define, pois, a melancolia causada pela lembrança; a mágoa que se sente pela ausência ou desaparecimento de pessoas, coisas, estados ou ações. Provém do latim "solitáte", solidão. Uma visão mais especifista aponta que o termo saudade advém de solitude e saudar, onde quem sofre é o que fica à esperar o retorno de quem partiu, e não o indivíduo que se foi, o qual nutriria nostalgia. A gênese do vocábulo está directamente ligada à tradição marítima lusitana. A origem etimológica das formas atuais "solidão", mais corrente e "solitude", forma poética, é o latim "solitudine" declinação de "solitudo, solitudinis", qualidade de "solus". Já os vocábulos "saúde, saudar, saudação, salutar, saludar" proveem da família "salute, salutatione, salutare", por vezes, dependendo do contexto, sinônimos de "salvar, salva, salvação" oriundos de "salvare, salvatione". O que houve na formação do termo "saudade" foi uma interfluência entre a força do estado de estar só, sentir-se solitário, oriundo de "solitarius" que por sua vez advem de "solitas, solitatis", possuidora da forma declinada "solitate" e suas variações luso-arcaicas como suidade e a associação com o ato de receber e acalentar este sentimento, traduzidas com os termos oriundos de "salute e salutare", que na transição do latim para o português sofrem o fenômeno chamado síncope, onde perde-se a letra interna l, simplesmente abandonada enquanto o t não desaparece, mas passa a ser sonorizado como um d. E no caso das formas verbais existe a apócope do e final. O termo saudade acabou por gerar derivados como a qualidade "saudosismo" e seu adjetivo "saudosista", apegado à ideias, usos, costumes passados, ou até mesmo aos princípios de um regime decaído, e o termo adjetivo de forte carga semântica emocional "saudoso", que é aquele que produz saudades, podendo ser utilizado para entes falecidos ou até mesmo substantivos abstratos como em "os saudosos tempos da mocidade", ou ainda, não referente ao produtor, mas aquele que as sente, que dá mostras de saudades. No Brasil, o dia da saudade é comemorado oficialmente em 30 de janeiro.
- La saudade est un mot portugais et galicien, qui exprime une tristesse empreinte de nostalgie, quand une personne se sent dépossédée de son passé. Saudade est généralement considéré comme le mot portugais et galicien le plus difficile à traduire. En roumain le mot Modèle:Citation étrangère exprime en partie les mêmes sentiments; on ne peut pas le décrire, on le sent et on le chante http://www. youtube. com/watch?v=IEL5RoD_xZc. Pierre Barouh dit que c'est un Modèle:Citation. La saudade est différente de la nostalgie. Dans cette dernière, il y a un sentiment mêlé de joie et de tristesse, le souvenir du bonheur, mais aussi la mélancolie d'une existence unique dans le passé et d'un retour en arrière impossible. La saudade exprime un désir intense, pour quelque chose que l'on aime et que l'on a perdu, mais qui pourrait revenir dans un avenir incertain. On parle de saudade dans deux cas, d'abord pour quelqu’un qui est éloigné de son pays, et qui garde l'espoir de revenir un jour; le terme est également employé par les Portugais pour évoquer la nostalgie du passé. La saudade est un mot considéré comme intraduisible. On essaie de l’expliquer et de lui donner un sens, mais on n’obtient qu’une idée approximative de ce mot. La saudade ne s’explique pas, elle se vit. Mais même comme cela, plusieurs personnes ont essayé de la traduire, mais son sens reste toujours approximatif dans une autre langue. D’après certains, la saudade peut se Modèle:Citation. Si la saudade exprime une nostalgie absolue selon certains, elle exprime pour d'autres l'ennui « d’une personne, d’un lieu, d’un moment, d’une circonstance… du passé, du présent ou du futur ». Le mot saudade pourrait être un cousin proche du spleen et du mal de vivre des auteurs romantiques français. Cependant, c’est un mal de vivre dans lequel on souffre, c’est un rappel heureux d’un événement malheureux. On peut également la ressentir comme une forme de mélancolie, de nostalgie de choses qui ne seront jamais, qui auraient pu être. Une sorte de Modèle:Citation. Il s'agit vraiment d'un état d'esprit, d'un état moral, que l'on peut obtenir, ressentir dans certaines conditions, dont celles énumérées ci-dessus. La saudade a tellement de significations que chacun peut avoir sa propre idée de ce sentiment. D’ailleurs, plusieurs personnalités portugaises peuvent témoigner de cela : Luís de Camões : Modèle:Citation; Fernando Pessoa : Modèle:Citation; Amália Rodrigues : Modèle:Citation. Toutefois, généralement, tous s’accordent sur le principe que la saudade exprime une nostalgie extrême. Au Brésil, le jour de saudade est officiellement célébrée le 30 janvierModèle:,.
|