Publilius (less correctly Publius) Syrus, a Latin writer of maxims, flourished in the 1st century BC.

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  • Publilius (less correctly Publius) Syrus, a Latin writer of maxims, flourished in the 1st century BC. He was an Assyrian who was brought as a slave to Italy, but by his wit and talent he won the favor of his master, who freed and educated him. His mimes, in which he acted himself, had a great success in the provincial towns of Italy and at the games given by Caesar in 46 BC. Publilius was perhaps even more famous as an improviser, and received from Caesar himself the prize in a contest in which he vanquished all his competitors, including the celebrated Decimus Laberius. All that remains of his works is a collection of Sentences, a series of moral maxims in iambic and trochaic verse. This collection must have been made at a very early date, since it was known to Aulus Gellius in the 2nd century AD. Each maxim is comprised of a single verse, and the verses are arranged in alphabetical order according to their initial letters. In the course of time the collection was interpolated with sentences drawn from other writers, especially from apocryphal writings of Seneca; the number of genuine verses is about 700. They include many pithy sayings, such as the famous "judex damnatur ubi nocens absolvitur" adopted as its motto by the Edinburgh Review. As of 1911, the best texts of the Sentences are those of Eduard Wölfflin, A. Spengel, and Wilhelm Meyer, with complete critical apparatus and index verborum; editions with notes by O. Friedrich, R. A. H. Bickford-Smith, with full bibliography; see also W. Meyer, Die Sammlungen der Spruchverse des Publilius Syrus (1877), an important work. (en)
  • Publio Siro, (85 a. C. - 43 a. C.), escritor latino de la antigua Roma. También conocido como Publilio Sirio, Publilius Syrius, Publio Sirio, Publius Syrius o Publilio Siro. Era nativo de Siria y fue hecho esclavo y enviado a Italia, pero gracias a su talento se ganó el favor de su amo, que lo liberó y educó. Sus pantomimas, en las que el mismo actuaba, tuvieron mucho éxito en las ciudades italianas y en los juegos de Julio César del año 46 A.C. Publio era también un gran improvisador y recibió el premio de César en una competición en la que venció a todos sus rivales, incluido el célebre Decimo Laberio. De sus obras queda únicamente una colección de "Sentencias", y una serie de máximas morales. Esta colección fue recopilada en fecha temprana ya que era conocida por Aulo Gelio en el siglo II. Cada máxima está compuesta de un único verso y ordenada alfabéticamente. Posteriormente se intercalaron en la obra versos apócrifos; el número de versos verdaderos es de unos 700. Incluyen mucho dichos agudos, como el famoso "judex damnatur ubi nocens absolvitur" ("El juez es condenado cuando el culpable es absuelto.") (es)
  • Publilius Syrus (falsch auch Publius Syrius; Vorname und Lebensdaten unbekannt) war ein römischer Mimen-Autor im 1. Jahrhundert v. Chr. Nach Plinius dem Älteren stammte Publilius Syrus aus Antiochia und kam als Sklave nach Rom. Sein eigentlicher Name ist unbekannt, Syrus ist der Sklavenname, der auf seine Herkunft hindeutet. Den Namen Publilius erhielt er nach seinem letzten Herrn, der ihn freiließ. Nach seiner Freilassung hatte er mit seinen literarischen Mimen, in denen er auch selbst als Schauspieler auftrat, großen Erfolg in den Städten Italiens. Im Jahre 46 v. Chr. siegte er bei einem Improvisationswettbewerb anlässlich der Spiele, die von Julius Caesar ausgerichtet worden waren, gegen seinen literarischen Konkurrenten, den römischen Ritter Decimus Laberius. Dieser war von Caesar zur Teilnahme an dem Wettstreit gezwungen worden. Die Mimen des Publilius Syrus sind allesamt verloren. Seine Nachwirkung geht zurück auf eine Sammlung seiner Sprüche, die Sententiae. Diese wurden bald Schullektüre und waren entsprechend bis in die Spätantike weit verbreitet. Es handelt sich um etwa 700 jambische oder trochäische Einzeiler, alphabetisch geordnet, mit moralischen Lebensweisheiten . Man geht davon aus, dass die Sammlung im Mittelalter erheblich erweitert wurde, sodass nur ein Teil der Sprüche als authentisch gelten kann. Vor allem im Humanismus waren die Sententiae beliebte Lektüre; das belegen zahlreiche Ausgaben zu dieser Zeit. Die Sentenzen sind uns in verschiedenen Manuskripten erhalten: Die Collectio Palatina, die Collectio Senecae, die Caecilii Balbi collectio minor und maior, die Collectio Turicensis, die Collectio Frisingensis und die Collectio Veronensis (Veronenser Sammlung). (de)
  • Publius Syrus (ou plus exactement Publilius Syrus), est un poète latin. Amené esclave à Rome, il est éduqué puis affranchi par son maître en raison de ses qualités intellectuelles et ses talents. Il est le principal représentant de l'art mimique avec Decimus Laberius, chevalier romain qu'il avait vaincu lors d'une joute littéraire en présence de César en 46 Av. J.-C.. On lui doit Mimes, dont deux titres ont été conservés, mais dont la valeur repose essentiellement sur le talent d'improvisation et l'originalité des acteurs. On peut aussi lire ses Sentences qui, sous un visage licencieux, cache des traits de morale. Elles incluent des maximes et des observations piquantes, comme « judex damnatur ubi nocens absolvitur » (Le juge est condamné quand le coupable est acquitté). (fr)
  • Publilio Siro visse in un periodo di profondi cambiamenti sia politici sia sociali, causati dal cambiamento della mentalità dei Romani. Tutto ebbe inizio con i successi bellici dell'esercito in Grecia durante le Guerre macedoniche; un gran numero di schiavi, spesso coltissimi, come nel caso di Livio Andronico, furono portati a Roma non per funzioni domestiche, anzi, divennero i precettori dei figli dei loro conquistatori, cioé degli aristocratici. La cultura greca era così entrata nell'Urbe e, sebbene alcuni lungimiranti conservatori, tra i quali spicca Catone il Vecchio, gli si fossero opposti, essa divenne parte della vita quotidiana della classe dirigente. All'epoca, inoltre, stavano prendendo piede l'Epicureismo e il Medio Stoicismo, entrambe dottrine estremamente distanti dall'antica mentalità romana. Il I secolo a.C. fu segnato da ribellioni, guerre, fallite riforme, conquiste, riconquiste e, soprattutto, dalle figure estremamente significative di Mario, Silla, Cesare, Crasso, Cicerone, Antonio e Ottaviano; è estremamente significativo già solo che pochi personaggi, seppur dalla forte individualit�, fossero vissuti tutti quanti nello stesso secolo: un tempo, infatti, era la societas, e non il singolo individuo, il motivo ricorrente. Ma in questi anni si parla di uomini nuovi - ovvero senza di antenati che in precedenza avessero ricoperto cariche politiche di rilievo -, di demagogia, di cambiare tutto. Caio Mario, console per ben cinque anni consecutivi (dal 107 a.C. al 102), fu il primo "homo novus". Si distinse nella Guerre contro Giugurta, re della Numidia, - nella quale era apparso evidente il livello di degrado dei generali e dell'esercito, che vendevano le proprie armi al nemico; poi fu la volta di Lucio Silla, "puro aristocratico", il quale fu l'unico protagonista della vita politica romana sino al 79, anno del suo ritiro a vita privata. Roma dovette ricorrere alla dittatura per far fronte alla Guerra contro i socii italici, gli alleati più fedeli - come avevano dimostrato durante la Seconda Guerra Punica - e per combattere Mitridate IV, che minacciava concretamente le province orientali. Dopo la rivolta, sedata dall'astro nascente Gneo Pompeo, di Quinto Sertorio in Lusitania, ci fu un susseguirsi di episodi che favorirono significamente l'ascesa al potere di Cesare: la Rivolta di Spartaco, lo Scandalo di Verre, poi la Congiura di Catilina. Nel 60 questi decise di stringere con Pompeo e Crasso un accordo passato alla Storia come Primo triumvirato, il cui fine era riunire attorno a sé più potere possibile. Cesare fu eletto console l'anno successivo, poi partì per la Gallia, che finì di conquistare nel 52. Nel frattempo, l'accordo era saltato a causa di Pomepo - divenuto consul sine collega - che si era alleato con i conservatori contro Cesare, il quale appariva come una minaccia sempre più concreta per la libertà della Repubblica. I due si fronteggiarono dal 49 al 45 a.C. per contendersi il potere sull'Urbe e alla fine fu Cesare ad avere la meglio. Il 15 marzo 44, però, questi fu assassinato e sulla scena politica apparvero due nuovi personaggi, Antonio e Ottaviano, a contendersi il potere. L'uno era inviso all'altro, ma, dopo la battaglia di Modena, decisero di allearsi contro i cesaricidi; poi tornarono nemici sul campo di battaglia. Il 2 settembre 31 a.C. il più brillante Ottaviano vinse ad Azio la celebre battaglia e l'anno successivo diede il colpo finale ad Antonio, che morì ad Alessandria d'Egitto. Tornato a Roma in trionfo nel 29, concentrò su di sé molto potere, dando tuttavia l'illusione di un ritorno all'antica Repubblica, che però era finita con Cesare. (it)
  • Públio Siro. (85 a.C. - 43 a.C.), escritor latino da Roma antiga. Também conhecido como Publilio Sirio, ou como Publilius Syrius ou Publio Sirio, ou Publius Syrius ou Publilio Siro ou Publilii Syri). Era nativo na Síria e foi feito escravo e enviado para a Itália, mas graças ao seu talento, ganhou o favor de seu senhor, que o libertou e o educou. (pt)
  • Публий Сир (Публилий Сир) — римский мимический поэт при Цезаре и Августе, младший современник и соперник Лаберия. Происходил из Сирии; в Риме появился в качестве раба, впоследствии получил свободу и разыгрывал свои драматические произведения по разным городам Италии, с большим успехом. Особенно ценились его мимы благодаря тому, что были пересыпаны нравоучительными изречениями. Из этих произведений очень рано, ещё в I столетии н. э., может быть Сенекой, который вообще охотно цитирует Публилия Сира, или кем-нибудь другим из его кружка, был составлен, вероятно для школьного употребления, сборник поговорок или сентенций. В средние века в этот сборник было внесено много пословиц и поговорок, заимствованных из других источников, а в новейшее время туда же прибавлено немало вновь открытых, бывших доселе неизвестными изречений. Многие из приписываемых Публилию Сиру сентенций дошли до нас в форме, очевидно, испорченной. Заглавие первоначального сборника этих изречений кажется было: «Publii Syri muni sententiae». Древнейшее издание сборника сделано ещё Эразмом; позднейшие критические издания — Вёльфлина, Ribbeck, в «Scienicae romanorum poesis fragmenta», Spengel, W. Meyer, O. Fridrich (Б., 1880). (ru)
  • Publilius Syrus var en syrisk poet och författare, aktiv i Rom under det första århundradet f.Kr. efter att ha förts dit som fånge. (sv)
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  • Publilius (less correctly Publius) Syrus, a Latin writer of maxims, flourished in the 1st century BC. (en)
  • Publio Siro, (85 a. C. - 43 a. C.), escritor latino de la antigua Roma. También conocido como Publilio Sirio, Publilius Syrius, Publio Sirio, Publius Syrius o Publilio Siro. (es)
  • Publilius Syrus (falsch auch Publius Syrius; Vorname und Lebensdaten unbekannt) war ein römischer Mimen-Autor im (de)
  • Publius Syrus (ou plus exactement Publilius Syrus), est un poète latin. (fr)
  • Publilio Siro visse in un periodo di profondi cambiamenti sia politici sia sociali, causati dal cambiamento della mentalit� dei Romani. (it)
  • Públio Siro. (85 a.C. - 43 a.C.), escritor latino da Roma antiga. (pt)
  • Публий Сир (Публилий Сир) — римский мимический поэт при Цезаре и Августе, младший современник и соперник Лаберия. (ru)
  • Publilius Syrus var en syrisk poet och författare, aktiv i Rom under det första århundradet f.Kr. efter att ha förts dit som fånge. (sv)
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  • Publilius Syrus (en)
  • Mermaid Saga (es)
  • Publilius Syrus (de)
  • Publius Syrus (fr)
  • Publilio Siro (it)
  • Públio Siro (pt)
  • Публий Сир (ru)
  • Publilius Syrus (sv)
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