Permanent Revolution is a term within Marxist theory, which was first used by Karl Marx and Friedrich Engels between 1845 and 1850, but has since become most closely associated with Leon Trotsky. The use of the term by different theorists is not identical.

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  • Permanent Revolution is a term within Marxist theory, which was first used by Karl Marx and Friedrich Engels between 1845 and 1850, but has since become most closely associated with Leon Trotsky. The use of the term by different theorists is not identical. Marx used it to describe the strategy of a revolutionary class to continue to pursue its class interests independently and without compromise, despite overtures for political alliances, and despite the political dominance of opposing sections of society. Trotsky put forward his conception of 'permanent revolution' as an explanation of how socialist revolutions could occur in societies that had not achieved advanced capitalism. Part of his theory is the impossibility of 'socialism in one country' - a view also held by Marx, but not integrated into his conception of permanent revolution. Trotsky's theory also argues, first, that the bourgeoisie in late-developing capitalist countries are incapable of developing the productive forces in such a manner as to achieve the sort of advanced capitalism which will fully develop an industrial proletariat. Second, that the proletariat can and must, therefore, seize social, economic and political power, leading an alliance with the peasantry. The term has also been used to describe Thomas Jefferson's endorsement of periodic rebellion as "medicine necessary for the sound health of government".
  • Die Permanente Revolution war eine der maßgebenden Theorien hinter der praktischen Tätigkeit Leo Trotzkis in den Jahren vor der Oktoberrevolution. Nach Kurt Lenk entstand sie im Austausch Trotzkis mit Alexander Parvus. Sie stellt eine Theorie eines Revolutionskonzeptes dar, welches auf sämtliche rückständigen Länder der Welt allgemein übertragbar sein soll. Er verlieh ihr 1905/06 zum ersten Mal eine einheitliche schriftliche Gestalt in seinem Buch "Ergebnisse und Perspektiven". In diesem Traktat analysiert Trotzki die Beschaffenheit des zaristischen Russlands, das Verhältnis der unterschiedlichen Kräfte der bevorstehenden russischen Revolution zueinander, zur allgemeinen Ausprägung der Gesellschaft und unter Berücksichtigung der verschiedenen bürgerlichen Revolutionen seit 1789. Trotzki resümierte, dass die nationale Bourgeoisie im Laufe der kapitalistischen Genesis ihre fortschrittliche Rolle eingebüßt hatte, sie somit in einem rückständigen Land wie dem damaligen Zarenreich, welches vor der Erfüllung der Aufgaben der demokratischen Revolution stand, notwendigerweise eine passive bis konterrevolutionäre Rolle einnehmen würde, wie die Erfahrungen von 1905 und 1917 beweisen. Seiner Ansicht nach müsste die Arbeiterklasse als einzige konsequent oppositionelle Kraft die Führung übernehmen, und gleichzeitig zunächst den allgemeinen Kampf der Bauernschaft animieren, während die Revolution später ihre Säule auf dem Land in der Dorfarmut finden würde. Die Revolution würde in zwei Phasen ablaufen: Die Phase des endgültigen Sieges über die feudalen Strukturen durch eine großangelegte Bodenreform, durch die Bagatellisierung oder soziale Auslöschung des Adels etc. und Die Phase der proletarischen Revolution, welche durch die Abschaffung des Privateigentums an Produktionsmitteln, durch die allmähliche Nationalisierung des Bodens, die Monopolisierung des Außenhandels etc. charakterisiert wird. All dies gilt laut Trotzki allerdings ausschließlich unter der Voraussetzung einer Weltrevolution; würde diese nicht eintreten, wäre jede Revolution unter Führung der Arbeiterklasse zum Scheitern verurteilt.
  • Revolución permanente es un término teórico marxista, usado primero por Karl Marx y Friedrich Engels entre 1845 y 1850, y más tarde por León Trotsky, con quien está más comúnmente asociado el término. Según la concepción trotskista de la Revolución Permanente, la burguesía contemporánea de los países atrasados es incapaz de llevar a cabo la revolución democrático burguesa, debido a factores como su debilidad histórica y su dependencia del capital imperialista. Por tanto, es el proletariado el que debe encabezar la nación hacia la revolución, empezando por las tareas democráticas y continuando por las socialistas. Además, la revolución no puede limitarse a una nación concreta, sino que debe ser internacionalizada porque sólo sobrevivirá si triunfa en los países más avanzados.
  • La révolution permanente est une théorie initiée par Alexandre Parvus, puis reprise par Trotsky, élaborée au début du XX siècle pour caractériser la nécessité d’une double révolution, à la fois démocratique-bourgeoise et prolétarienne, pour éliminer effectivement le tsarisme et le féodalisme de la société russe. Cette théorie n'est pas, pour Trotsky, seulement valable pour la Russie, mais pour tous les pays dominés par les grandes nations impérialistes (il parle aussi beaucoup de la Chine par exemple), où subsistent le plus souvent des restes de féodalisme et où la bourgeoisie nationale est trop faible pour proposer une politique tant soit peu révolutionnaire, comme avait pu le faire la bourgeoisie française en 1789. C'est donc au prolétariat que reviennent les tâches de la révolution bourgeoise, entre autres choses la suppression des restes de féodalisme, la réforme agraire, etc. en plus des tâches qui lui sont propres. Par extension, la théorie de la révolution permanente juge que la classe ouvrière ne doit pactiser avec aucune force bourgeoise durablement, mais au contraire que son indépendance est garante de la réussite de la révolution, qui doit aller vers le socialisme et s’internationaliser, et non se contenter de victoires partielles. La révolution permanente s’oppose à la théorie de la révolution par étapes, defendue notamment par les partisans de Staline au cours des fronts populaires. Parmi les défenseurs de la théorie, un débat a lieu concernant la nature des révolutions dans les pays moins développés - Cuba, Chine, pays de l'Afrique post-coloniale. Certains défendent ces révolutions comme un nouveau type de révolution socialiste. D'autres insistent que les divisions de classe perdurent dans ces pays, et donc qu'il faut adapter la théorie de Trotsky pour tenir compte de l'apparition d'une nouvelle forme de capitalisme dans ces pays.
  • La teoria della rivoluzione permanente è una teoria marxista sulle dinamiche di trasformazione politico-sociale durante i processi rivoluzionari nei paesi arretrati. Sebbene essa sia strettamente associata a Lev Trockij, il richiamo alla rivoluzione permanente si trova per la prima volta negli scritti di Marx e Engels nell'immediato seguito del 1848, nelle loro direttive per il comitato centrale della Lega dei comunisti. Il concetto di Lev Trockij di rivoluzione permanente è basato sulla sua valutazione che nei Paesi arretrati il compimento della rivoluzione democratico-borghese non possa essere realizzato dalla borghesia stessa. Questo concetto fu inizialmente sviluppato in alcuni saggi ed articoli raccolti nel 1905 in un libro dal titolo Bilanci e prospettive. L'idea base della teoria di Trockij era che in Russia la borghesia non potesse portare a compimento una rivoluzione che istituisse la democrazia e risolvesse anche il problema della terra. Queste misure erano considerate essenziali per sviluppare economicamente la Russia e farla uscire completamente dal feudalesimo zarista. Egli deduceva perciò che la futura rivoluzione dovesse essere guidata dal proletariato, che non solo avrebbe dovuto compiere la rivoluzione democratico-borghese, ma avrebbe dovuto proseguire direttamente alla rivoluzione socialista. In questo senso la rivoluzione sarebbe stata permanente o ininterrotta. Un concetto simile a questo è stato espresso in seguito da Lenin (che pure aveva nei primi anni del secolo una posizione parzialmente diversa sulla questione) parlando di "trascrescenza della rivoluzione democratico-borghese" in rivoluzione socialista; quest'ultima fu l'interpretazione ufficiale bolscevica della Rivoluzione d'Ottobre almeno fino ai tardi anni Venti. Trockij credeva inoltre che un nuovo Stato socialista non sarebbe stato capace di resistere contro la pressione del mondo capitalista ostile, a meno che la rivoluzione socialista non si fosse rapidamente sviluppata anche negli altri Paesi. Contro la tesi della "rivoluzione permanente", scese in campo, dopo la morte di Lenin, Stalin, rompendo con la tradizione dei bolscevichi per cui il socialismo si sarebbe realizzato attraverso lo sforzo comune del proletariato mondiale: secondo la fazione stalinista all'interno del PCUS in quel periodo non si poteva far altro che costruire il "socialismo in un solo Paese" entro il territorio dell'Unione Sovietica, poiché questa era circondata da stati capitalisti. La teoria di Trockij fu sviluppata come alternativa alla teoria socialdemocratica-menscevica (teoria degli stadi), secondo la quale le nazioni non sviluppate sarebbero dovute passare attraverso due distinte rivoluzioni: prima la rivoluzione borghese e poi quella socialista. Dopo la Rivoluzione Russa Trockij collegava l'involuzione autoritaria del PCUS all'isolamento internazionale dello Stato sovietico, costretto a dedicare energie alla difesa ed a sopportare senza aiuti il peso dell'arretratezza. L'Unione Sovietica doveva dunque, secondo i trockijsti, accelerare il processo d'industrializzazione da un lato, e dall'altro favorire l'estendersi del processo rivoluzionario nell'Occidente capitalistico, soprattutto nei Paesi più sviluppati. Diversi gruppi e partiti facenti riferimento al pensiero di Trockij hanno assunto nel loro programma le conclusioni della teoria della rivoluzione permanente. Per esempio, la teoria della rivoluzione permanente fu riconusciuta di fatto valida e declinata rispetto alla realtà spagnola da Joaquín Maurín, rivoluzionario marxista spagnolo e fondatore insieme ad Andreu Nin del P.O.U.M.. In generale, tuttavia, questa dottrina è stata contrastata (e considerata una "deviazione", come tutto il pensiero trockijsta) dalle organizzazioni di sinistra legate all'URSS o alla Cina.
  • ファイル:Leon trotsky. jpg レフ・トロツキー (1879-1940) ファイル:Helphand Parvus. jpg パルブス (1867-1924) 永続革命論(えいぞくかくめいろん)とは、レフ・トロツキーがロシア出身のドイツの急進的な革命家パルブス(「革命の商人」という異名を持つ)とともに提起した後進国における革命理論。永久革命論ともいう。
  • Met de term permanente revolutie, afkomstig van Karl Marx, en door Leon Trotski en Alexander Parvus ten tijde van de Russische Revolutie gebruikt, werd bedoeld, dat een revolutie nooit succes kan hebben indien zij in slechts 1 natie plaatsvindt. De opvatting van Marx was dat een socialistische revolutie pas plaats kon vinden nadat de burgerij de macht in handen had genomen. De macht van adel en kerk zouden worden gebroken door de burgerij en deze zouden de basis vormen voor de nieuwe burgerlijke, liberale staat. Hij dacht in de termen van de Franse Revolutie: eerst komt de bourgeoisie aan de macht en dan de arbeidersklasse. Toen in Rusland in februari 1917 de (burgerlijke) revolutie plaatsvond waren de Russische burgerlijke partijen niet in staat de revolutie in hun voordeel om te buigen. De burgerlijke eisen van de revolutie vonden geen enkele aansluiting bij de proletarische eisen die elke dag op straat werden geuit (brood voor iedereen, alle macht aan de sovjet, beëindig de oorlog). Daardoor stopte de revolutie niet in februari, maar werd zij permanent en leidde tot de bolsjewistische revolutie (gepleegd in naam van de arbeidersklasse) in november 1917. Trotski verklaarde deze permanente revolutie door de internationalisering van het kapitaal. Het Rusland van de tsaren was feodaal en had een hele zwakke nationale bourgeoisie. Maar er waren in Rusland wel een groot aantal internationale bedrijven gevestigd. Daardoor had zich een in omvang en betekenis sterk proletariaat gevormd, tegenover een nationale bourgeoisie die niet in staat was, een stabiele en voor de arbeidersklasse bevredigende regering te vormen.
  • Permanentna rewolucja – teoria marksistowska, związana z postacią Lwa Trockiego. Miała na celu wytłumaczenie sposobu, w jaki rewolucje socjalistyczne miały mieć miejsce w społeczeństwach, które nie osiągnęły stadium zaawansowanego kapitalizmu. Po raz pierwszy wyrażenie zostało użyte przez Marksa w 1850 roku, w tekście Apelu Komitetu Centralnego do Związku Komunistów.
  • Revolução Permanente é um termo na teoria marxista, que foi utilizado pela primeira vez por Karl Marx e Friedrich Engels entre 1845 e 1850, mas, desde então, tornou-se mais intimamente associado com Leon Trotsky. O uso do termo pelos diferentes teóricos não são idênticos. Marx utiliza para descrever a estratégia de uma classe revolucionária para continuar a exercer a sua classe de interesses de forma independente e sem compromisso, apesar das aberturas para alianças políticas, e apesar do domínio político das camadas opostas da sociedade. Trotsky apresentou sua concepção de "revolução permanente", como uma explicação de como revoluções socialistas poderiam ocorrer em sociedades que não tinham conseguido o capitalismo avançado. Parte da sua teoria é a impossibilidade do "socialismo em um só país" - uma opinião também realizada por Marx, mas não integrada na sua concepção da revolução permanente. A teoria de Trotsky também alega, em primeiro lugar, que a burguesia no final do desenvolvimento dos países capitalista são incapazes de desenvolver as forças produtivas, de tal forma que para alcançar o tipo de capitalismo avançado, que irá desenvolver plenamente um proletariado industrial. Em segundo lugar, que o proletariado pode e deve, portanto, aproveitar o poder social, econômico e político, levando a uma aliança com o campesinato.
  • Revoluţia permanentă este o teorie care tratează problema victoriei comunismului într-o ţară nedezvoltată. Deşi această teorie este asociată de cele mai multe ori cu numele lui Lev Troţki, primele menţionări ale „revoluţiei permanente” sunt găsite în scrierea lui Karl Marx şi Friedrich Engels, din perioada care a urmat anului revoluţionar 1848, în aşa numita Adresare către Comitetul Central al Ligii Comuniste. Concepţia lui Troţki asupra „revoluţiei permanente” este bazată pe modul propriu de interpretare a operei fondatorului marxismului rusesc, Gheorghi Valentinovici Plehanov. Conform acesteia, în ţările „înapoiate”, sarcinile revoluţiei burghezo-democratice nu pot fi îndeplinite de burghezia însăşi. Acest concept a fost dezvoltat în lucrările strânse mai târziu în cartea sa din 1905 şi în scrierea Rezultate şi perspective.
  • Теория перманентной революции (от лат. permaneo — продолжаюсь, остаюсь) — это теория о развитии революционного процесса в периферийных и слаборазвитых странах. Теория была первоначально предложена Марксом и Энгельсом, в дальнейшем разработана Владимиром Лениным, Львом Троцким, Эрнестом Манделем и другими марксистскими теоретиками.
  • Перманентна революція — перманентна в тому розумінні, що вона має бути невпинною та безперервною аж до остаточної перемоги. Це теорія, що буржуазні демократичні завдання може бути здійснено винятково через встановлення робітничої держави. Крім того, згідно з цією теорією, встановлення робітничої держави неминуче включатиме в себе захоплення капіталістичної власності. Таким чином, досягнення буржуазних демократичних завдань передається пролетарському класу. Хоча заклик до перманентної революції найчастіше пов’язують із Львом Троцьким, вперше його можна знайти ще в творах Карла Маркса та Фрідріха Енгельса після революційного 1848 року — зокрема, у їхньому "Зверненні до Центрального комітету Комуністичної ліги".
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  • Permanent Revolution is a term within Marxist theory, which was first used by Karl Marx and Friedrich Engels between 1845 and 1850, but has since become most closely associated with Leon Trotsky. The use of the term by different theorists is not identical.
  • Die Permanente Revolution war eine der maßgebenden Theorien hinter der praktischen Tätigkeit Leo Trotzkis in den Jahren vor der Oktoberrevolution. Nach Kurt Lenk entstand sie im Austausch Trotzkis mit Alexander Parvus. Sie stellt eine Theorie eines Revolutionskonzeptes dar, welches auf sämtliche rückständigen Länder der Welt allgemein übertragbar sein soll. Er verlieh ihr 1905/06 zum ersten Mal eine einheitliche schriftliche Gestalt in seinem Buch "Ergebnisse und Perspektiven".
  • Revolución permanente es un término teórico marxista, usado primero por Karl Marx y Friedrich Engels entre 1845 y 1850, y más tarde por León Trotsky, con quien está más comúnmente asociado el término. Según la concepción trotskista de la Revolución Permanente, la burguesía contemporánea de los países atrasados es incapaz de llevar a cabo la revolución democrático burguesa, debido a factores como su debilidad histórica y su dependencia del capital imperialista.
  • La révolution permanente est une théorie initiée par Alexandre Parvus, puis reprise par Trotsky, élaborée au début du XX siècle pour caractériser la nécessité d’une double révolution, à la fois démocratique-bourgeoise et prolétarienne, pour éliminer effectivement le tsarisme et le féodalisme de la société russe.
  • La teoria della rivoluzione permanente è una teoria marxista sulle dinamiche di trasformazione politico-sociale durante i processi rivoluzionari nei paesi arretrati. Sebbene essa sia strettamente associata a Lev Trockij, il richiamo alla rivoluzione permanente si trova per la prima volta negli scritti di Marx e Engels nell'immediato seguito del 1848, nelle loro direttive per il comitato centrale della Lega dei comunisti.
  • ファイル:Leon trotsky. jpg レフ・トロツキー (1879-1940) ファイル:Helphand Parvus. jpg パルブス (1867-1924) 永続革命論(えいぞくかくめいろん)とは、レフ・トロツキーがロシア出身のドイツの急進的な革命家パルブス(「革命の商人」という異名を持つ)とともに提起した後進国における革命理論。永久革命論ともいう。
  • Met de term permanente revolutie, afkomstig van Karl Marx, en door Leon Trotski en Alexander Parvus ten tijde van de Russische Revolutie gebruikt, werd bedoeld, dat een revolutie nooit succes kan hebben indien zij in slechts 1 natie plaatsvindt. De opvatting van Marx was dat een socialistische revolutie pas plaats kon vinden nadat de burgerij de macht in handen had genomen.
  • Permanentna rewolucja – teoria marksistowska, związana z postacią Lwa Trockiego. Miała na celu wytłumaczenie sposobu, w jaki rewolucje socjalistyczne miały mieć miejsce w społeczeństwach, które nie osiągnęły stadium zaawansowanego kapitalizmu. Po raz pierwszy wyrażenie zostało użyte przez Marksa w 1850 roku, w tekście Apelu Komitetu Centralnego do Związku Komunistów.
  • Revolução Permanente é um termo na teoria marxista, que foi utilizado pela primeira vez por Karl Marx e Friedrich Engels entre 1845 e 1850, mas, desde então, tornou-se mais intimamente associado com Leon Trotsky. O uso do termo pelos diferentes teóricos não são idênticos.
  • Revoluţia permanentă este o teorie care tratează problema victoriei comunismului într-o ţară nedezvoltată. Deşi această teorie este asociată de cele mai multe ori cu numele lui Lev Troţki, primele menţionări ale „revoluţiei permanente” sunt găsite în scrierea lui Karl Marx şi Friedrich Engels, din perioada care a urmat anului revoluţionar 1848, în aşa numita Adresare către Comitetul Central al Ligii Comuniste.
  • Теория перманентной революции (от лат. permaneo — продолжаюсь, остаюсь) — это теория о развитии революционного процесса в периферийных и слаборазвитых странах.
  • Перманентна революція — перманентна в тому розумінні, що вона має бути невпинною та безперервною аж до остаточної перемоги. Це теорія, що буржуазні демократичні завдання може бути здійснено винятково через встановлення робітничої держави.
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  • Permanent revolution
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  • Теория перманентной революции
  • Перманентна революція
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