Molise Croatian dialect is a Slavic dialect spoken in the province of Campobasso, in the Molise Region of southern Italy, in the villages – of Montemitro (Mundimitar), Acquaviva Collecroce (Živavoda Kruč) and San Felice del Molise (Štifilić). These have approximately 3,000 speakers. The dialect has been preserved since a group of Croats emigrated from Dalmatia abreast of advancing Ottoman Turks.

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  • Molise Croatian dialect is a Slavic dialect spoken in the province of Campobasso, in the Molise Region of southern Italy, in the villages – of Montemitro (Mundimitar), Acquaviva Collecroce (Živavoda Kruč) and San Felice del Molise (Štifilić). These have approximately 3,000 speakers. The dialect has been preserved since a group of Croats emigrated from Dalmatia abreast of advancing Ottoman Turks. The residents of these villages speak a Western Štokavian dialect, with Ikavian reflex of yat. The name Molise Croats is attested in literature, and justified by the modern convention of classifying all Catholics on the territory of the Croatia, Bosnia and Herzegovian and Serbia as Croats. Some speakers call themselves Zlavi and call their language simply na našo ("our language"). The inhabitants of these villages would say that their ancestors came Z onu banu mora ("From other side of the sea"), and inhabited villages in Molise and Abruzzo, abandoned because of the plague. Originally the area inhabited by Slavs was much wider than today. Because these people have migrated away from the rest of their kinsmen so long ago, their diaspora language is somewhat distinct from the Croatian Štokavian Ikavian idioms spoken at the other side of the Adriatic. The language was preserved until today only in the aforementioned three villages, although several villages in Molise and Abruzzo region are aware of their Slavic and Croat ancestry. The existence of this Slavic colony was unknown outside Italy until 1855 when Medo Pucić, a linguist from Dubrovnik, during one of his journeys in Italy overheard a tailor in Naples speaking with his wife in a language very similar to Pucić's own. The tailor then told him that he came from the village of Kruč, then part of the Kingdom of the Two Sicilies. Subsequently the Gajica, the modern Croatian alphabet, was adopted to the language. Croatian linguist Milan Rešetar published a comprehensive monography about Molise Slavic under title "Serbo-Croatian Colony in Southern Italy" ("Die Serbokroatischen Kolonien Süditaliens") Vienna 1911, Italian translation: "Le colonie serbocroate nell'Italia Meridionale", Campobasso 1997. The language is highly Italianized. As has been mentioned above, the literati generally borrow forgotten words from modern Croatian, but the obligatory Italian translations are seen to follow these words in print. It also retains many archaic features. As the colony was established before the discovery of America, all the names of animals and plants introduced from the Americas are borrowed from Italian or created from whole cloth. The language is taught in primary schools and the signs in villages are bilingual.
  • Moliseslawisch oder auch Molisekroatisch, eine südslawische Sprache, wird in drei Ortschaften im italienischen Molise in der Provinz Campobasso sowie von in Australien in der Region Perth und Argentinien lebenden Auswanderern aus diesen Ortschaften gesprochen.
  • El Croat molisià (en croat naš jezik - la nostra llengua, forma adverbial na-našu a la nostra manera, també dit slavisano - slavo molisano - lo slavo, Moliški Hrvati o Molizanski hrvati) és una varietat de la llengua croata que es parla a tres municipis de la província de Campobasso, a la regió italiana de Molise, a uns 30 kilòmetres del Mar Adriàtic.
  • Il croato molisano è un idioma slavo minoritario parlato nella regione Molise, in tre comuni della provincia di Campobasso distanti circa 30 chilometri dal Mare Adriatico: Acquaviva Collecroce/Živavoda-Kruč, Montemitro/Mundimitar e San Felice del Molise/Stifilić (Filič) (in passato anche a Palata e a Cerritello/Čirit). Geneticamente il croato molisano appartiene al gruppo dialettale štokavo-ikavo (con alcune caratteristiche del čakavo). Per quanto riguarda la sua origine, gli studiosi hanno formulato le seguenti ipotesi: gli antenati degli odierni Croati (Slavi) molisani siano emigrati verso l'Italia circa 500 anni fa dalla valle del fiume Narenta tra Croazia ed Erzegovina; all'inizio del XVI secolo siano fuggiti dalla Dalmazia e più precisamente dalla foce della Narenta (Reissmüller); i Croati del Molise provengano dai dintorni di Zara (Aranza); i Croati del Molise siano originari dalla regione stocavo-morlacca dell'Istria meridionale (Badurina); i Croati del Molise siano originari dalla regione dell'entroterra da Zara a Sebenico (Hraste); i Croati del Molise siano originari dalla regione attorno al monte Biokovo, nella regione di Zabiokovlje (Muljačić). Oltre che da documenti storici e dai cognomi ancora presenti nei paesi slavi del Molise, questi dati vengono confermati anche dalle proprietà fonetiche, lessicali e strutturali del croato molisano. Prescindendo dal carattere štokavo-icavo bisogna ricordare per esempio lo sviluppo della -l finale in -a, che si trova appunto in quella presunta zona originaria in opposizione alla conservazione della -l in alcuni dialetti croati o del suo sviluppo in -o in altri dialetti croati; cfr. je nosija 'ha portato' in croato molisano (e in dialetti croati littorali) vs nosio je in croato standard. La mancanza quasi completa di turchismi nel lessico dello slavo molisano dimostra poi che l'invasione ottomana dei Balcani è il termine ante quem per l'emigrazione. La mancanza della -ā al genitivo plurale sviluppatasi non prima del XVI secolo, così peculiare per esempio per la lingua standard croata, ci fornisce un altro termine ante quem. Lo slavo (croato) molisano si trova oggi in una situazione di contatto linguistico assoluto, nel senso che tutti i parlanti dominano almeno anche una variante dell'italiano, e mostra influssi di adstrato a tutti i livelli linguistici. Vanno distinti due periodi principali in cui si è esercitato l'influsso romanzo. All'inizio esisteva quasi esclusivamente il contatto con il dialetto italiano molisano, se si prescinde da un certo influsso del napoletano regionale. Circa centocinquanta anni fa si aggiunse il contatto con la lingua standard italiana che prevale ormai da più di cinquanta anni. Lo slavo molisano è usato normalmente solo in forma orale. Testimonianze letterarie, normalmente piccole raccolte di poesie come quella di Gliosca (2004), sono molto rare. L'unica lingua tetto per questa lingua minoritaria è quella italiana (tetto esterno). La lingua standard croata, non ha nessun ruolo nella comunicazione d'ogni giorno. Al giorno d'oggi lo slavo molisano è ancora linguaggio corrente in due paesi, ad Acquaviva Collecroce e a Montemitro (Mundimitar), paese più piccolo ma con comportamento linguistico più conservativo. In un terzo paese, San Felice del Molise (Filič) = croato standard "Štifilić" = Na našu "Stifilić", la lingua minoritaria è quasi scomparsa dal settore pubblico ed è usata in famiglia ormai solo da pochi anziani. Tenendo conto del suo sviluppo linguistico, indipendente per secoli dal croato, lo slavo molisano (na našu) può essere trattato come sistema autonomo, sia per quanto riguarda la sua grammatica sia per la sua ortografia, basata su una specifica fonetica e fonologia. Con ciò si tiene anche conto del fatto che questa lingua minoritaria è dal punto di vista strutturale per molti aspetti (p. es. il sistema dell'articolo, aspetto verbale flessivo, comparativo, generi, ordine delle parole) più vicina agli idiomi romanzi di contatto dominanti che alle lingue affini dal punto di vista genetico, come per esempio il croato standard.
  • Молизско-славянский язык — славянский литературный микроязык на основе одного из хорватских штокавских диалектов икавского типа (несколько чакавизированного), распространенного в итальянском языковом ареале: с XV—XVI вв. в области Молизе (селения Аквавива-Коллекроче, Монтемитро и Сан-Феличе-дель-Молизе) в Италии, куда носители переселились из Далмации. Варианты названия: молизско-хорватский; самоназвание: naš jezik ‛наш язык’, также хорватские лингвонимы moliški hrvatski jezik ‛молизский хорватский язык’, molizansko-hrvatski jezik ‛молизско-хорватский язык’.
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  • Molise Croatian dialect is a Slavic dialect spoken in the province of Campobasso, in the Molise Region of southern Italy, in the villages – of Montemitro (Mundimitar), Acquaviva Collecroce (Živavoda Kruč) and San Felice del Molise (Štifilić). These have approximately 3,000 speakers. The dialect has been preserved since a group of Croats emigrated from Dalmatia abreast of advancing Ottoman Turks.
  • Moliseslawisch oder auch Molisekroatisch, eine südslawische Sprache, wird in drei Ortschaften im italienischen Molise in der Provinz Campobasso sowie von in Australien in der Region Perth und Argentinien lebenden Auswanderern aus diesen Ortschaften gesprochen.
  • El Croat molisià (en croat naš jezik - la nostra llengua, forma adverbial na-našu a la nostra manera, també dit slavisano - slavo molisano - lo slavo, Moliški Hrvati o Molizanski hrvati) és una varietat de la llengua croata que es parla a tres municipis de la província de Campobasso, a la regió italiana de Molise, a uns 30 kilòmetres del Mar Adriàtic.
  • Il croato molisano è un idioma slavo minoritario parlato nella regione Molise, in tre comuni della provincia di Campobasso distanti circa 30 chilometri dal Mare Adriatico: Acquaviva Collecroce/Živavoda-Kruč, Montemitro/Mundimitar e San Felice del Molise/Stifilić (Filič) (in passato anche a Palata e a Cerritello/Čirit). Geneticamente il croato molisano appartiene al gruppo dialettale štokavo-ikavo (con alcune caratteristiche del čakavo).
  • Молизско-славянский язык — славянский литературный микроязык на основе одного из хорватских штокавских диалектов икавского типа (несколько чакавизированного), распространенного в итальянском языковом ареале: с XV—XVI вв.
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  • Molise Croatian dialect
  • Moliseslawische Sprache
  • Croat molisià
  • Dialetto croato molisano
  • Молизско-славянский язык
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