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- In BDSM, Master is one of the honorifics some people use to describe the dominant partner or "owner" in a Master/slave relationship. Because it is an honorific of the dominant form, it is usual for it to be written with a capital letter. It might also be used by the submissive partner as an honorific term in a D/s relationship. This can cause confusion when trying to understand BDSM terminology as both "Master" and "slave" might be used - as terms of endearment - even though neither considers himself to be owned nor owner. Some people enjoy the connotations of servitude or submission in calling their partner "Master", or being called "Master". To others, the ritual of such a formal mode of address may be appealing. It may also be useful in building roles in which one partner or the other may indulge in sadistic or masochistic desires, although people living as Master and slave are not necessarily sadomasochistic. Usage of "Master" in most BDSM environs does not imply any specific expertise, abilities, or formal training. To successfully maintain a Master/slave relationship takes abilities and skills beyond or apart from normal relationship skills. The term "Master" can be gender-independent but is mostly used only in reference to males. There is otherwise no male-specific equivalent. The female equivalent is "Mistress" or possibly dominatrix. Although the Master is understood to have authority over the slave in some sense, this never extends to one's legal rights and thus there must always be an implicit element of consent involved.
- Il termine Master identifica, in una relazione di tipo BDSM ovvero nell'ambito di pratiche sessuali feticistiche, il soggetto di sesso maschile che svolge la funzione di padrone ovvero dominante. In quanto tale, il termine è usualmente scritto con l'iniziale maiuscola, come per l'equivalente femminile Mistress. In una relazione di dominazione, il Master considera il partner sottomesso(più frequentemente una donna, ma può trattarsi anche di relazione omosessuale con un partner maschile), detto slave, come oggetto di sua proprietà o in ogni caso come soggetto in condizione di inferiorità e, entro determinati limiti, sottoposto alla sua volontà e disponibilità. Ciò, tuttavia, non può mai travalicare ed escludere il necessario consenso, sempre revocabile, della persona sottomessa, secondo la regola del SSC alla base di questo tipo di relazioni sessuali. A differenza di quanto accade per le Mistress con il fenomeno delle Pro-Dom, ovvero delle dominatrici professioniste, salvo eccezioni il Master esercita il suo ruolo a titolo gratuito. Talvolta tuttavia accade che, soprattutto in relazioni di tipo continuativo, la persona sottomessa devolva una parte o la totalità dei suoi beni o del suo reddito al Master, in modo che sia egli stesso ad amministrarlo destinandone la parte che ritiene necessaria alle esigenze dello slave. Non esiste ovviamente alcun percorso "educativo" che permetta al Master di qualificarsi come tale; può quindi accadere che persone, del tutto inadeguate a incarnare questo ruolo, si presentino come Master, ad es. in chat-line o servizi di annunci in internet, con il mero obiettivo di instaurare con maggiore facilità relazioni di tipo meramente sessuale. Per distinguersi da queste forme di abuso, i Master, in particolare in internet, cercano di referenziarsi e qualificarsi attraverso la documentazione, soprattutto fotografica, di precedenti esperienze, il che tuttavia pone delicati problemi relativi alla tutela della privacy oltre che di tipo morale. La relazione fra Master e slave può in ogni caso comportare, o escludere del tutto, una attività sessuale vera e propria. Nella maggior parte dei casi, questa attività sessuale assume un carattere particolare, legato al ruolo dominante del Master; in altri termini, la persona sottomessa può acconsentire a una totale disponibilità sessuale nei confronti del padrone, il quale sarà l'unico soggetto attivo nella gestione delle modalità, dei tempi e dei luoghi delle pratiche sessuali. Oltre alle pratiche di tipo sessuale, il Master può esercitare la sua autorità nei confronti del sottoposto mediante pratiche di tipo sadomasochistico, fisicamente dolorose o psicologicamente umilianti, ovvero costringendo il sottoposto ad atti di tipo feticistico, come l'uso di determinati abbigliamenti(in particolare intimi), la depilazione integrale del corpo(compreso il pube e i genitali), l'adorazione dei piedi etc. Fra le pratiche particolarmente umilianti attraverso cui il Master esercita la sua autorità, va citata la negazione dell'orgasmo: la disciplina del piacere sessuale del sottomesso è infatti uno fra i principali strumenti di dominazione da parte del Master, e si lega strettamente alle finalità "educative" che il Master può ritenere di attuare nei confronti del suo sottoposto. In questo caso per educazione si intende una sorta di percorso di addestramento, il cui scopo è di solito il raggiungimento di una più completa sottomissione e obbedienza da parte dello slave; nell'ambito di questo percorso il Master espliciterà gradualmente le proprie esigenze, in modo che lo slave sia posto in condizione di soddisfarle con maggiore precisione e tempestività. In Italia al posto del termine Master viene adottato quello di Padrone, col medesimo significato, anche se in alcuni casi si può cogliere una lieve differenza nell'aspetto più ludico del rapporto fra Master e slave, rispetto al rapporto che più frequentemente è di tipo sentimentale e continuativo quando la relazione è fra Padrone e schiava.
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