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- Jacopo Caldora was an Italian condottiero.
- Nasce da una famiglia di importanti feudatari. Inizia la carriera militare sotto Braccio da Montone. Chiamato alla corte napoletana dalla Regina Giovanna d'Angiò, è diventato uno dei favoriti del potente ministro Sergianni Caracciolo. Il suo motto fu il seguente: Coelum coeli Domino, terram autem dedit filiis hominum con cui voleva significare che la terra è di chi solamente ha la forza necessaria per annetterla ai propri domini. Della sua scuola di condottieri vi sono il figlio Antonio, i conti di Monforte, Matteo di Capua e Paolo di Sangro. Nel 1422 i feudi di Giacomo Caldora e del figlio Antonio si arricchirono del marchesato di Vasto, ma successivamente nel 1442 ne furono spogliati a causa della loro sconfitta da parte di Alfonso I d'Aragona. Nella guerra dovuta alla successione di Giovanna I d'Angiò fece varie voltafaccia. Dapprima fu dalla parte di Giovanna II contro Braccio da Montone. In questo periodo Giovanna II lo nomina Gran Connestabile, carica che gli frutta 8000 ducati al mese. Giovanna II, adottando come figlio e successore Luigi III a discapito di Alfonso d'Aragona fa schierare Jacopo dalla parte di Alfonso. Dopo vari assedi contro Braccio da Montone, Jacopo abbandona Alfonso per seguire di nuovo Giovanna II. La truppe di Jacopo erano costituite da Francesco Sforza, Luigi Sanseverino, Ludovico Colonna e da altri capitani di ventura. Le truppe di Braccio da Montone erano costituite da Niccolò Piccinini, Giovan Paolo Orsini, Malatesta Baglioni, Gattamelata, Brandolino da Forlì ed altri. Nel 1424, durante la battaglia dell'Aquila, durata per più di un anno, Jacopo riuscì ad avere la meglio. Braccio da Montone fu ferito a morte, tanto che giorni dopo morì, mentre il Piccinini ed il Gattamelata furono presi prigionieri. La potenza crescente di Jacopo fu vista indi come una minaccia per l'attuale, per l'epoca, sovrano. Alla morte di Giovanna II, Jacopo insieme a Renato assediarono tutto l'Abruzzo assogettandolo, fino all'assedio di Sulmona che costrinse Alfonso d'Aragona che aveva preso possesso del trono grazie l'influsso del Papa ad abbandonare l'Abruzzo. Nel 1431 fu inviato a Colonna nel Lazio, paese che aveva ricevuto una scomunica, ma rimase corrotto dagli abitanti e rimase così inattivo. Quando morì Sergianni Caracciolo, protettore di Jacopo, ritornò nella sua terra. Successivamente, nell'assedio di Colle Sannita, Jacopo muore in un'imboscata. Le truppe furono, così, prese dalle redini del figlio Antonio.
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