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- Islamic economics is accordance with Islamic law. Islamic economics can refer to the application of Islamic law to economic activity either where Islamic rule is in force or where it is not; i.e. it can refer to the creation of an Islamic economic system, or to simply following Islamic law in regards to spending, saving, investing, giving, etc. where the state does not follow Islamic law. The former paradigm, particularly as developed by modern Shia scholars such as Mahmoud Taleghani, and Mohammad Baqir al-Sadr, seeks not only to enforce Islamic regulations on issues such as Zakat, Jizya, Nisab, Khums, Riba, insurance and inheritance, but to implement broader economic goals and policies of an Islamic society. It seeks an economic system based on uplifting the deprived masses, a major role for the state in matters such as circulation and equitable distribution of wealth and ensuring participants in the marketplace are rewarded for being exposed to risk and/or liability. Islamists movements and authors will generally describe this system as being neither Socialist nor Capitalist, but a third way with none of the drawbacks of the other two systems. The latter paradigm is of necessity more limited, revolving around a few main tenets of Islam: the payment of zakat charity by believers, borrowing and lending without payment of fixed interest, and socially responsible investing. The key difference from a financial perspective is the no-interest rule since most other religions favor charitable giving and socially responsible investing.
- La Finanza islamica è basata su alcune interpretazioni del Corano. I suoi due pilastri centrali consistono nel fatto che non si possono ottenere interessi sui prestiti (divieto del riba) e che bisogna effettuare investimenti socialmente responsabili. La differenza fondamentale dalla finanza tradizionale è il divieto di guadagnare sugli interessi, dato che l'obbligo di investire in modo socialmente responsabile non è diverso da quelli presenti in varie altre religioni. L'interesse non è legittimato come titolo di risarcimento per chi immobilizza del denaro per un certo periodo per tenerlo a disposizione del debitore. L'interesse risk-free è considerato usura, indipendentemente dall'entità dell'interesse applicato. Per il principio del gharar, è immorale qualunque interesse legato ad una presenza di rischio e incertezza, quindi ricorrere o prestare denaro a persone fisiche e giuridiche che praticano la leva finanziaria, il carry trade, e altre forme di speculazione e l'arbitraggio. Ad esempio, i fondi di investimento islamici escludono per statuto le società che hanno un rapporto superiore del 30% fra debiti e capitale sociale, fra le quali potrebbero esservi società che ricorrono alla leva finanziaria per fare profitti. L'interesse è riconosciuto come premio di rischio legato a una qualche forma di investimento. Questi principi penalizzano alcuni ambiti dell'attività bancaria, che non generano profitti e quindi nessuna remunerazione del capitale prestato. Il credito al consumo, i mutui ipotecari e immobiliari per l'acquisto della prima casa sono impieghi "legittimi" del denaro per il diritto islamico, ma non consentono al creditore il guadagno nella forma di una partecipazione ai profitti. Il risultato è quello di orientare i prestiti agli investimenti produttivi, gli unici che permettono una remunerazione, compatibile con il diritto islamico. Per il credito immobiliare e al consumo non è riconosciuto il costo-opportunità del denaro, pari aun interesse risk-free, ovvero quanto avrebbe potuto guadagnare il creditore se avesse investito altrimenti, tenendo conto che la garanzia del bene elimina il rischio del prestito. Il Corano, il libro sacro dell'Islam, vieta l'usura, il "riba", cioè gli interessi. Molte delle peculiarità della finanza islamica, specialmente dell'attività bancaria islamica, vertono intorno a questo principio. Ad esempio le banche islamiche devono possedere quote di proprietà delle case piuttosto che stipulare una comune ipoteca. Altri esempi includono essenzialmente piani di spartizione di guadagni (profit and loss sharing - PLS), affitti e piani di riacquisto. Questi sistemi permettono alle istituzioni finanziarie di fare affari senza contravvenire al principio che vieta gli interessi. La seconda differenza tra la finanza islamica e quella tradizionale è l'enfasi sugli investimenti socialmente responsabili. Mentre secondo la tradizione occidentale è semplicemente possibile investire in modo responsabile per l'Islam ciò è strettamente obbligatorio. Questo include l'obbligo di assicurarsi che i propri soldi non siano utilizzati per scopi non etici, come ad esempio droghe, armi, alcol, pornografia e terrorismo. Attualmente, anche nel mondo occidentale, molte istituzioni finanziarie offrono prodotti e servizi finanziari in accordo con le regole della finanza islamica. Fra i principali gruppi di diritto islamico: Dallah Albaraka Group (Arabia Saudita), Dar al Maal al Islami Trust (Arabia Saudita), Alrahj Group (Arabia Saudita) The Islamic Investor (Kuwait). L'UaB, Unione della banche Arabe, è la maggiore organizzazione degli istituti di credito di diritto islamico.
- 伊斯兰金融是按照伊斯兰经典古兰经创立的金融体系,其运作严格按照古兰经的教义进行。其特点是要交纳天课,借贷不得收取利息,不进行向社会回报的投资。 依照伊斯兰教的法规,水源、森林、矿山、海洋和未开垦的土地属于公共资源,不得私人拥有,私人利用公共资源必须交纳天课。市场禁止垄断和哄抬物价,目前伊斯兰国家也出现许多银行,但小量私人借贷仍然遵守不收利息,尤其严格截止高利贷。虽然古兰经认为贫穷和孤寡应刚由社会负担,但因为现代世界经济的一体化趋势,伊斯兰世界也开始实行保险体系。
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