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- The Governorship of Dalmatia were parts of coastal Yugoslavia that were occupied and annexed by Italy in April 1941, following the Axis invasion and occupation of that country. Italy previously had a small presence on the Dalmatian coastline after obtaining Zadar and some islands after World War I. The occupation lasted until the Italian capitulation of 1943, when the areas were nominally added to the Independent State of Croatia, though outside the cities they were mostly under Partisan control by then. The existence of the territorial entity was not recognized by non-Axis countries. Not all of Dalmatia was annexed by Italy, as the German puppet state - the Independent State of Croatia - took some sections of the Dalmatian areas, though the Italian army held control over all of Dalmatia. Italy divided the Governorship in three provinces: Zara (Zadar), Spalato and Cattaro, but never created officially an Italian region with the name "Dalmatia" (waiting for the future peace conference). While the Governorship was not officially a region of Italy, the northern Dalmatian islands of Krk (Veglia) and Rab (Arbe) were administratively united to the Italian province of Rijeka (Fiume) and became "legally" areas of the Kingdom of Italy. In September 1941, Italy's fascist dictator, Mussolini, ordered the military occupation of the entire Dalmatian coast and islands (like Dubrovnik, Vis, and Pag) that belonged to fascist Croatia of Ante Pavelic: he tried to annex those areas to the Governorship of Dalmatia, but was stopped by the strong opposition of Pavelić, who retained nominal control of those areas. The northern dalmatian islands of Krk and Rab were not added to the Governorship of Dalmatia, but were added to the italian "Province of Fiume". This province was enlarged with areas of northern coastal Dalmatia to the east of Rijeka. Fascist Italy even occupied Marindol, and other villages that previously belonged to Banovina of Croatia, Milić-Selo, Paunović-Selo, Žunić-Selo, Vukobrati, Vidnjevići and Vrhovci. These villages were annexed to Črnomelj, that was part of the Italian Province of Ljubljana in 1942, even if the population of those villages was not Slovene but Croatian. After the Kingdom of Italy changed sides to the Allies in 1943, German forces took over the area. This territory was not given to the fascist Italian Social Republic which was a puppet state of Nazi Germany, but instead completely dissolved and added to the puppet Independent State of Croatia. Zadar remained Italian-administered (but under control of the German Army) until the end of 1944.
- La Gobernación de Dalmacia era un territorio anexado al Reino de Italia en abril de 1941, luego de la conquista de Dalmacia por parte de las tropas italianas al mando del general Vittorio Ambrosio durante la Segunda Guerra Mundial.
- Mussolini creó il "Governatorato di Dalmazia", che includeva: la Provincia di Zara (o della Dalmazia)) che comprendeva il comune di Zara e il suo entroterra ingrandito con Tenin, più le isole dalmate davanti a Zara che passarono sotto sovranità italiana. la Provincia di Spalato, che comprendeva le città di Spalato, Traù e Sebenico con il loro entroterra, più le isole della Solta (meno dunque la Brazza) e le altre Lissa, Curzola, Lagosta, Cazza, Pelagosa (queste ultime tre scorporate alla Provincia di Zara alla quale appartenevano dal 1920) e Meleda. la Provincia di Cattaro, che comprendeva i centri di Cattaro, Perasto, Castelnuovo con un piccolo entroterra (circa 600 km²), seguendo grosso modo i vecchi limiti veneziani ed austriaci, più l'isola di Saseno, di fronte alle coste dell'Albania vicino a Valona, quest'ultima scorporata dalla Provincia di Zara di cui faceva parte dal 1920. Le isole di Veglia ed Arbe passarono alla Provincia di Fiume. Nel settembre 1941 Mussolini propose di annettere al Governatorato di Dalmazia la "Zona II" di occupazione italiana nella Croazia costiera, creando anche la Provincia di Ragusa di Dalmazia, ma l'opposizione di Ante Pavelic bloccò il progetto. Già dalla fine del 1941, nella Dalmazia (italiana e croata) si innescò una spaventosa e crudele guerra civile, che raggiunse livelli di massacro nell'estate 1942. Contro le atrocità commesse dal regime ustascia, tanto contro i serbi e gli ebrei che contro gli oppositori (o presunti oppositori) croati, si sollevò sia la resistenza partigiana a guida di Tito, plurietnica e comunista, sia varie fazioni nazionalistiche e monarchiche serbe. A loro volta i Titini ed i cetnici perpetrarono crimini contro la popolazione civile croata che appoggiava i fascisti croati di Ante Pavelic. Numerosi crimini di guerra furono commessi da tutte le parti in causa, dai tedeschi ai partigiani comunisti. A causa dell'annessione della Dalmazia costiera all'Italia, cominciarono a crescere le tensioni tra il regime ustascia e le forze d'ocupazione italiane; venne perciò a formarsi, a partire dal 1942, un'alleanza tattica tra le forze italiane e i vari gruppi cetnici. Gli italiani incorporarono i cetnici nella Milizia volontaria anticomunista (MVAC) per combattere la resistenza titoista, provocando fortissime tensioni con il regime ustascia. Lo stesso Mussolini propose di annettere al Regno d'Italia nell'estate 1942 la zona italiana della Croazia (che si trovava tra il "Governatorato di Dalmazia" e la zona tedesca della Croazia), allo scopo di allontanare gli Ustascia dalle aree italiane e calmare anche i feroci scontri e massacri tra croati, serbi e mussulmani. Nel settembre del 1943, con la capitolazione dell'Italia, la parte italiana della Dalmazia - ad esclusione di Zara - venne occupata dall'esercito tedesco ed annessa allo Stato Indipendente di Croazia. Il "Governatorato di Dalmazia" rimase vigente – dal punto di vista amministrativo/burocratico – nella sola area comunale di Zara, fino all'occupazione titina della città nel 1944.
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