De vulgari eloquentia (On Eloquence in the vernacular) is the title of an essay by Dante Alighieri, written in Latin and initially meant to consist of four books, but abandoned in the middle of the second. It was probably composed shortly after Dante went into exile; internal evidence points to a date between 1302 and 1305.

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  • De vulgari eloquentia (On Eloquence in the vernacular) is the title of an essay by Dante Alighieri, written in Latin and initially meant to consist of four books, but abandoned in the middle of the second. It was probably composed shortly after Dante went into exile; internal evidence points to a date between 1302 and 1305. The first book deals with the relationship between Latin and vernacular, and the search for an illustrious vernacular in the Italian area, while the second is an analysis of the structure of the "cantio" or song ("canzone" in modern Italian), a literary genre. Latin essays were very popular in the Middle Ages, but Dante made some innovations in his work: firstly the topic, which is the vernacular, was an uncommon choice at that time. Secondly, the way Dante approached this theme, that is giving to vernacular the same dignity that was only meant for Latin. Finally, Dante wrote this essay in order to analyse the origin and the philosophy of the vernacular, because, in his opinion, this language was not something static, but something that evolves and needed a historical contextualisation.
  • De vulgari eloquentia ist ein Werk des italienischen Dichters Dante Alighieri. Es wurde in vier Büchern zwischen 1303 und 1305 geschrieben, von denen allerdings nur der erste Band vollständig und der zweite Band bis zum 14. Kapitel erhalten sind. De vulgari eloquentia beschäftigt sich vor allem mit den neolatinischen Sprachen. Da Dante sich damit nicht nur an die italienischen, sondern alle europäischen Gelehrten wandte, verfasste er das Buch in Latein.
  • De vulgari eloquentia (« De l'éloquence vulgaire ») est le titre d'un essai de Dante Alighieri, rédigé en latin. Il a probablement été écrit dans les années qui ont précédé l'exil de Dante, entre 1303 et 1305.
  • Il De vulgari eloquentia è un trattato in lingua latina scritto da Dante Alighieri tra il 1303 ed i primi mesi del 1305. Pur affrontando il tema della lingua volgare, fu scritto in latino perché gli interlocutori a cui si rivolge appartengono all'élite culturale del tempo. Il tema centrale dell'opera è il volgare illustre, ovvero il volgare che possa assumere i caratteri di lingua letteraria. L'opera si apre con una metafora: Dante dichiara che userà il suo “ingegno e gli scritti e la cultura di altri” per riempire una coppa così grande e per mescerne un dolcissimo idromele. È anche un trattato di metrica, che codifica e teorizza la canzone come forma metrica d'eccellenza. Secondo il progetto originario,il trattato sarebbe stato diviso in 4 libri, ma in realtà il lavoro di Dante si è interrotto al capitolo XIV del secondo. L'inizio del primo libro tratta dell'origine delle lingue e delle loro tipologie storico-geografiche. Nelle pagine seguenti Dante affronta il problema della lingua letteraria unitaria, aprendo la cosiddetta "questione della lingua". I paragrafi relativi offrono preziose indicazioni sulla realtà linguistica del primo Trecento. Dante vi classifica i dialetti italiani (volgari municipali) e cerca di individuare quello che ha le caratteristiche per imporsi come lingua letteraria. Nella sua rassegna egli adotta come tratti divisori il fiume Po e la catena degli Appennini, ottenendo una ideale croce che quadripartisce le lingue locali. Dante definisce la lingua volgare quella lingua che il bambino impara dalla balia, a differenza della grammatica (il latino), la lingua perfetta, in questo simile a quella latina. L'autore afferma che la più nobile è comunque la lingua volgare, perché è stata la prima ad essere pronunciata nella vita sua e dei suoi lettori: dunque, una lingua naturale. Sostiene che il volgare può trattare qualsiasi argomento, dall'amore alla moralità e alla religione. Nel IV capitolo apre la questione di chi sia stato il primo essere umano dotato di parola. La risposta è che la favella sarebbe stata data ad Adamo all'atto stesso della sua creazione, anche se la prima persona di cui nella Bibbia viene riferito un discorso è Eva, di cui si riferisce il dialogo con il serpente. Dante suppone inoltre che la prima parola di Adamo dev'essere stata la parola "El", "Dio" in Ebraico, un'invocazione al creatore. Tra tutti i volgari italiani, l'autore ne cerca uno che sia "illustre, cardinale, aulico e curiale. " "Illustre" perché doveva dare lustro a chi lo parlava "cardinale" così come il cardine è il punto fisso attorno al quale gira la porta, allo stesso modo la lingua deve essere il fulcro attorno al quale tutti gli altri dialetti possono ruotare "aulico" e "curiale" perché dovrebbe essere degno di essere parlato in una corte e in tribunale. In principio egli non ritiene nessuno dei volgari italiani degni di questo scopo, nonostante alcuni di essi, come il toscano (definisce insanus i fiorentini, convinti a suo dire d'aver raggiunto l'apice con la loro lingua), il siciliano e il bolognese, abbiano un'antica tradizione letteraria. Infine giunge comunque a ritenere il fiorentino come una lingua che soddisfa i punti sopracitati. Considera invece il volgare romano come il peggiore. Gli unici autori cui riconosce la padronanza del "vero volgare", con le caratteristiche appena esposte, sono un certo "Guido" ed un suo fantomatico "amico": potrebbe trattarsi sia di Guido Cavalcanti sia del Guinizzelli, ma egli (forse con un poco di malizia) non lo specifica; è probabile poi che il detto "amico" sia lui stesso. Esiste un Guido delle Colonne, primo scrittore in lingua siciliana, giudice a Messina.
  • 俗語論(ぞくごろん、ラテン語:De vulgari eloquentia、デーウルガーリー・エーロクェンティアー)は中世のイタリアの作家ダンテ・アリギエリの著書。全四巻のところが二巻の14章で断絶している。一巻では古典ラテン語と口語(俗語)の関係、文語にふさわしい俗語について論じ、二巻では詩歌を扱っている。
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  • De vulgari eloquentia (On Eloquence in the vernacular) is the title of an essay by Dante Alighieri, written in Latin and initially meant to consist of four books, but abandoned in the middle of the second. It was probably composed shortly after Dante went into exile; internal evidence points to a date between 1302 and 1305.
  • De vulgari eloquentia ist ein Werk des italienischen Dichters Dante Alighieri. Es wurde in vier Büchern zwischen 1303 und 1305 geschrieben, von denen allerdings nur der erste Band vollständig und der zweite Band bis zum 14. Kapitel erhalten sind. De vulgari eloquentia beschäftigt sich vor allem mit den neolatinischen Sprachen. Da Dante sich damit nicht nur an die italienischen, sondern alle europäischen Gelehrten wandte, verfasste er das Buch in Latein.
  • De vulgari eloquentia (« De l'éloquence vulgaire ») est le titre d'un essai de Dante Alighieri, rédigé en latin. Il a probablement été écrit dans les années qui ont précédé l'exil de Dante, entre 1303 et 1305.
  • Il De vulgari eloquentia è un trattato in lingua latina scritto da Dante Alighieri tra il 1303 ed i primi mesi del 1305. Pur affrontando il tema della lingua volgare, fu scritto in latino perché gli interlocutori a cui si rivolge appartengono all'élite culturale del tempo. Il tema centrale dell'opera è il volgare illustre, ovvero il volgare che possa assumere i caratteri di lingua letteraria.
  • 俗語論(ぞくごろん、ラテン語:De vulgari eloquentia、デーウルガーリー・エーロクェンティアー)は中世のイタリアの作家ダンテ・アリギエリの著書。全四巻のところが二巻の14章で断絶している。一巻では古典ラテン語と口語(俗語)の関係、文語にふさわしい俗語について論じ、二巻では詩歌を扱っている。
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