Critica Sociale is a left-wing Italian journal. It is currently linked to the social democratic Partito Socialista Nuovo PSI party. Before Mussolini banned opposition newspapers in 1926, Critica Sociale was a prominent supporter of the original Italian Socialist Party (PSI), which included a spectrum of views from Socialism to Marxism.
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- Critica Sociale is a left-wing Italian journal. It is currently linked to the social democratic Partito Socialista Nuovo PSI party. Before Mussolini banned opposition newspapers in 1926, Critica Sociale was a prominent supporter of the original Italian Socialist Party (PSI), which included a spectrum of views from Socialism to Marxism.
- Critica Sociale è un periodico politico italiano di ispirazione socialista. Venne fondato a Milano il 15 gennaio 1891 da Filippo Turati e prese il posto del foglio di sociologia radicale, Cuore e Critica, diretto per quattro anni a Savona da Arcangelo Ghisleri con la collaborazione per il settore politico e sociale dello stesso Turati. Nella fase che va dal 1891 al 1898, "Critica Sociale" è testimone della presenza politica e dell'autonomia del socialismo e nelle sue pagine diventa l'interprete del periodo dell'intransigenza del partito che si sta fondando. Nasce in questo periodo la polemica contro gli anarchici e gli operaisti e nello stesso tempo l'opera di autonomia nei confronti della Sinistra borghese, repubblicana e radicale. Il 1º gennaio 1893 "Critica Sociale", che ha pienamente accettato il programma del Partito Socialista approvato al Congresso di Genova, cambia il sottotitolo della testata Rivista di studi sociali, politici e letterari in Rivista quindicinale del socialismo scientifico ed è pronta ad affrontare tutti i gravi problemi pubblici degli anni Novanta (scandali bancari, repressione dei fasci siciliani, guerra d'Africa, moti popolari per il pane) con articoli di forte denuncia. Dal 1º maggio 1898 al 1º luglio 1899 la rivista viene sequestrata e quindi interrotta a causa della condanna del suo direttore e termina così la prima fase, quella senza dubbio più animata e ricca di prospettive. La nuova fase per la "Critica sociale" si apre nel 1901 e corrisponde al periodo giolittiano. In questa fase la rivista diventa l'espressione della tendenza riformista all'interno del partito. Nell'arco di tempo che va dal 1902 al 1913 la rivista affronta i problemi della scuola, discutendo il ruolo degli insegnanti, la loro organizzazione, l'edilizia scolastica, l'igiene e la refezione scolastica e non manca di contestare il bilancio del ministero della guerra che afferma bisogna ridurre a vantaggio dei bisogni della scuola. Critica Sociale adotta, nel discutere di letteratura, una metodologia critica positivista e marxista e, convinta dell'efficacia del libro, dell'istruzione e delle biblioteche, offre ai lettori, indifferentemente, i versi sociologici di Pietro Gori accanto alle poesie di Ada Negri e alle pagine di narrativa di Italo Svevo. Anche se non sempre attenta a cogliere i fenomeni ideologici-letterari dell'epoca, "Critica Sociale", cerca di informare i suoi lettori sulle nuove tendenze, dando giudizi e valutazioni filtrate attraverso la mentalità socialista. Le tendenze superomistiche nietzschiane e dannunziane vengono poco o niente accettate da "Critica Sociale" convinta che gli intellettuali debbano aprirsi e promuovere nuove forme di cultura moderna ma intonate alla realtà e alle esigenze della vita sociale. Quando l'intervento dell'Italia in guerra viene deciso nel maggio 1915 "Critica sociale" non dimette il suo neutralismo né le proprie ragioni riformiste e allo scoppio della rivoluzione bolscevica nell'ottobre del 1917, pur non negando la legittimità del metodo rivoluzionario di Lenin, contesta la sua applicazione in Italia. Il conflitto tra le due ali socialiste si accentua e diventa insanabile. Al Congresso di Livorno nel gennaio del 1921, la corrente di Bordiga che rappresenta l'ala marxista-leninista esce dal partito e fonda il Partito Comunista d'Italia. Da quel momento "Critica Sociale" viene sottoposta a censure e sequestri e con lealtà, ma priva di strategie, difende con coraggio l'ordine democratico travolto dai fascisti. Gli ultimi articoli militanti escono all'indomani dell'assassinio di Giacomo Matteotti. Al termine dell'anno 1925 "Critica Sociale" si rifugia sul terreno culturale-dottrinale, ma viene comunque soppressa con la legge fascista che vieta la stampa d'opposizione. L'ultimo fascicolo n.18-19 riporta la data 16 settembre - 15 ottobre 1926. Un mese dopo i partiti d'opposizione sono sciolti.
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- Suspended 1926, revived 1946
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- Giornalisti Editori scarl
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- Social Democratic, formerly Marxist/Socialist
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- Ugo Finetti, Sergio Scalpelli
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- Critica Sociale è un periodico politico italiano di ispirazione socialista. Venne fondato a Milano il 15 gennaio 1891 da Filippo Turati e prese il posto del foglio di sociologia radicale, Cuore e Critica, diretto per quattro anni a Savona da Arcangelo Ghisleri con la collaborazione per il settore politico e sociale dello stesso Turati.
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