Baccio da Montelupo (1469 - 1523), born Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi, was a sculptor of the Italian Renaissance. He is the father of another Italian sculptor, Raffaello da Montelupo. Both father and son are profiled in Vasari's Le Vite delle più eccellenti pittori, scultori, ed architettori (or, in English, Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects).

PropertyValue
dbpedia-owl:thumbnail
dbpprop:abstract
  • Baccio da Montelupo (1469 - 1523), born Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi, was a sculptor of the Italian Renaissance. He is the father of another Italian sculptor, Raffaello da Montelupo. Both father and son are profiled in Vasari's Le Vite delle più eccellenti pittori, scultori, ed architettori (or, in English, Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects).
  • Baccio da Montelupo, nascut Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi, va ser un escultor italià del Renaixement. Va ser pare d'altre gran escultor, Raffaello da Montelupo. Tant el pare com el fill van ser biografiats per Vasari en el seu famós llibre Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori (Les vides dels més excel·lents pintors, escultors i arquitectes).
  • Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi dit Bartolomeo di Giovanni ou Baccio da Monte Lupo est un sculpteur italien de la Renaissance artistique italienne, le père du sculpteur Raffaello da Montelupo.
  • Nato da famiglia di modeste condizioni sociali a Montelupo Fiorentino, frequentò forse le botteghe ceramiche del suo paese natale, per poi trasferisrsi a diciotto anni a Firenze per intraprendere la carriera di scultore, dove frequentò la scuola d'arte del giardino di San Marco, diretta da Bertoldo di Giovanni su incarico di Lorenzo il Magnifico. Nella stessa prestigiosa scuola studiava per esempio un giovanissimo Michelangelo, che divenne suo stretto amico. Nel 1492, con la morte del Magnifico, la scuola chiuse e Baccio trovò ospitalità presso alcuni parenti. Ricevette la prima commissione importante dai frati di San Domenico a Bologna per un Compianto, una serie di statue in terracotta, dove si era rifugiato nel 1495 in fuga da Firenze per l'arrivo delle truppe di Carlo VIII di Francia. Di ritorno a Firenze pochi mesi dopo, realizzò alcuni Crocifissi che gli diedero molta notorietà, primo fra i quali è forse quello della basilica di San Lorenzo, poi di San Marco, della Badia di Arezzo e della pieve di San Martino a Gangalandi nelle vicinanze di Lastra a Signa. Fu un piagnone, cioè un seguace convinto di Savonarola, dopo la terribile morte del quale, decise di rifugiarsi di nuovo a Bologna, dove realizzò dodici busti di apostoli in terracotta, ora nella Cattedrale di Ferrara. Nel 1506, artista ormai affermato, ricevette la commissione per alcune sculture lignee per l'abbazia benedettina di San Godenzo, delle quali resta oggi solo un San Sebastiano, particolarmente significativo perché viene generalmente considerato come anello di congiunzione fra la scultura quattrocentesca, legata a Donatello, e l'espressionismo di matrice più michelangiolesca. La consacrazione della sua carriera si ebbe con la commissione da parte dell'Arte della Seta nel 1514 della statua di San Giovanni Evangelista per una delle nicchie di Orsammichele a Firenze, opera che venne realizzata nel costoso bronzo, suo capolavoro della maturità per la potente espressione del volto e dei gesti. Nel 1515 realizzò l'edicola in marmo che circonda un affresco miracoloso della Vergine nella chiesa di Sant'Agostino a Colle Val d'Elsa. Sul finire del decennio lavorò a Lucca, a partire dalla Pietà in marmo per la pieve di Segromigno, opera alla quale seguirono una serie di monumenti funebri (Tomba del vescovo Silvestro Gigli, chiesa di San Michele in Foro, con il figlio Raffaello; Monumento di San Silao Museo nazionale di Villa Guinigi; Monumento a Giano Grillo chiesa di Santa Maria dei Servi). Progettò anche la chiesa di San Paolino, sempre a Lucca. Gli ultimi anni sono avvolti da mistero, si presume che si sia ritirato dall'attività intono al 1523, morendo forse a Lucca.
dbpprop:hasPhotoCollection
dbpprop:reference
rdf:type
rdfs:comment
  • Baccio da Montelupo (1469 - 1523), born Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi, was a sculptor of the Italian Renaissance. He is the father of another Italian sculptor, Raffaello da Montelupo. Both father and son are profiled in Vasari's Le Vite delle più eccellenti pittori, scultori, ed architettori (or, in English, Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects).
  • Baccio da Montelupo, nascut Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi, va ser un escultor italià del Renaixement. Va ser pare d'altre gran escultor, Raffaello da Montelupo. Tant el pare com el fill van ser biografiats per Vasari en el seu famós llibre Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori (Les vides dels més excel·lents pintors, escultors i arquitectes).
  • Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi dit Bartolomeo di Giovanni ou Baccio da Monte Lupo est un sculpteur italien de la Renaissance artistique italienne, le père du sculpteur Raffaello da Montelupo.
  • Nato da famiglia di modeste condizioni sociali a Montelupo Fiorentino, frequentò forse le botteghe ceramiche del suo paese natale, per poi trasferisrsi a diciotto anni a Firenze per intraprendere la carriera di scultore, dove frequentò la scuola d'arte del giardino di San Marco, diretta da Bertoldo di Giovanni su incarico di Lorenzo il Magnifico. Nella stessa prestigiosa scuola studiava per esempio un giovanissimo Michelangelo, che divenne suo stretto amico.
rdfs:label
  • Baccio da Montelupo
  • Baccio da Montelupo
  • Baccio da Monte Lupo
  • Baccio da Montelupo
owl:sameAs
skos:subject
foaf:depiction
foaf:page
is dbpprop:disambiguates of
is dbpprop:redirect of
is owl:sameAs of