Al-Hakam Ibn Hisham Ibn Abd-ar-Rahman I was Umayyad Emir of Cordoba from 796 until 822 in the Al-Andalus. During his reign he crushed a rebellion led by clerics in a suburb called al-Ribad on the south bank of the Guadalquivir river. He punished the inhabitants by exiling them by ship. They eventually reached Alexandria and dominated the city until 827, after which they were expelled.

PropertyValue
dbpprop:abstract
  • Al-Hakam Ibn Hisham Ibn Abd-ar-Rahman I was Umayyad Emir of Cordoba from 796 until 822 in the Al-Andalus. During his reign he crushed a rebellion led by clerics in a suburb called al-Ribad on the south bank of the Guadalquivir river. He punished the inhabitants by exiling them by ship. They eventually reached Alexandria and dominated the city until 827, after which they were expelled. They sailed on to Crete, where they founded an independent emirate that survived until the Byzantine reconquest in 961.
  • al-Hakam I. , arabisch ‏الحكم بن هشام‎, DMG al-Ḥakam b. Hišām, war dritter Emir von Córdoba (796–822). al-Hakam I. trat 796 die Nachfolge seines Vaters Hischam I. im Emirat von Córdoba an. Dabei kam es erneut zu Machtkämpfen mit den Onkeln Sulayman und Abdallah. Zwar verbündeten sich diese mit den Franken unter Karl den Großen, doch wurde den Anwärtern bei einem Vergleich der östliche Teil des Emirats zwischen Huesca und Murcia überlassen. Unter seiner Regierung setzte sich die Rechtsschule der Malikiten in Andalusien weitgehend durch. Außerdem wurden in dieser Zeit die Verwendung von indischen Dezimalzahlen durch Abbas ibn Firnas in Andalusien eingeführt und verbreitet. In der Folgezeit musste sich al-Hakam I. immer wieder gegen Autonomiebestrebungen in den Provinzen, vor allem aber in den Markgrafschaften durchsetzen. So sollen zum Beispiel 797 in Toledo 5000 Edle bei einem Festmahl im Alcázar im Auftrag von al-Hakam I. ermordet worden sein, um die Unabhängigkeitsbestrebungen der Stadt zu brechen. Um seine Macht durchzusetzen, baute al-Hakam I. ein Söldnerheer aus Berbern, Franken und slawischen Sklaven auf. Mit diesen wurden auch eine Verschwörung in Córdoba (805) und ein Aufstand in den Vororten von Córdoba gegen Steuererhöhungen (818) blutig niedergeschlagen. Viele Gegner der Umayyaden flohen daraufhin nach Marokko zu den Idrisiden, die die Andalusier in Fès ansiedelten (angeblich 15.000 Familien). Andere Gruppen übernahmen zeitweise im ägyptischen Alexandria die Macht (814–825), bevor sie 827 das byzantinische Kreta eroberten und ein Emirat gründeten (bis 961). Wegen dieser Unruhen konnte al-Hakam I. nicht aktiv gegen die Franken vorgehen. So eroberten die Franken 801 Barcelona und gründeten 806 die Spanische Mark. Dadurch konnte sich die fränkische Herrschaft auch südlich der Pyrenäen festigen. Auch die Balearen waren seit 798 zwischen den Muslimen und Franken umkämpft. Nach dem Tod al-Hakams I. am 21. Mai 822 übernahm sein Sohn Abd ar-Rahman II. die Regierung des Emirats.
  • Al-Hàkam I o Al-Hàkam ibn Hixam Abu l-Asi (en àrab الحكم بن هشام, Al-Ḥakam ibn Hixam) (770-822), fou el tercer emir omeia de Còrdova (796-822). Va succeir al seu pare Hixam I quan va morir el 17 d'abril del 796. Tenia llavors 26 anys.
  • Abû al-`Âs al-Hakam ibn Hisham, llamado al-Murtazî (المرتضى), más conocido como Alhakén I o Al-Hakam I, tercer emir independiente de Córdoba, desde el 17 de abril de 796 hasta su muerte. Para el cronista Ibn Hazm, que nunca se mordía la lengua, fue el más sanguinario y déspota de los emires omeyas.
  • Abû al-`Âs “al-Murtazî” al-Hakam ben Hichâm ou Al-Hakam I, est né en 766, il a succédé à son père Hichâm I comme émir omeyyade de Cordoue en 796. Il est mort en 822).
  • Avuta la meglio nel conflitto dinastico, con la morte dello zio Sulaymān e l'assegnazione all'altro zio, ʿAbd Allāh del governo pressoché esclusivo della città di Valenza (tanto da fargli guadagnare la nisba di "al-Balansī", ossia "il Valenciano"), al-Hakam dovette presto affrontare le ribellioni della cosiddetta "Marca Superiore", maggiormente prossima ai domini franchi, della "Marca Centrale" e di quella Inferiore. Nella prima i principali signori musulmani erano i Banū Qasī, discendenti di un comes visigoto, Cassio o Casi, che si alleò con i musulmani e, convertitosi poco dopo la conquista islamica, il nome Casius fu arabizzato in Qasi, e dei quali conosciamo il figlio Fortūn (Fortunatus) il nipote Musa I ed il pronipote Musa II. L'azione delle forze lealiste valse a riportare la situazione alla calma, anche nei confronti di talune spinte autonomistiche dei Banū Qasī, e fu in tali frangenti che si costruì la piazzaforte di Tudela. Nei confronti della Marca Centrale l'azione di repressione delle forze omayyadi contro i fermenti insurrezionali a Toledo si tradusse nel "Massacro del Fossato" (il "giorno del Fossato" secondo l'abitudine arabo-islamica di indicare un fatto importante con la semplice parola "Giorno", yawm, già in uso nel periodo preislamico). ʿAmrūs ibn Yūsuf - l'Amorroz delle cronache franche, un muwallad, "adottato", e cioè un convertito, originario di Huesca, che teneva la piazza di Talavera, appena nominato governatore di Toledo, conquistata la fiducia dei toledani, fece costruire un castello in centro alla città, per alloggiare le truppe dell'emiro. Quando, nel 797, vi giunsero le truppe, comandate dal principe Abd al-Rahman, i più eminenti cittadini di Toledo furono invitati al castello per un banchetto e furono pregati di entrare uno ad uno. ʿAmrūs fece decapitare nel cortile del castello, il capo dei rivoltosi, ʿUbayd Allāh ibn Khamīr, e gran parte della borghesia cittadina, e le loro teste furono gettate nel fossato: quasi 5.000 uomini che, però, secondo Lévi-Provençal, furono invece 700. Nella Marca Inferiore infine l'azione di repressione durò quasi 7 anni e si concluse con la fine delle agitazioni che avevano il loro centro proprio a Mérida. Il fatto più significativo, oltre al Giorno del Massacro di Toledo, fu però l'insurrezione del rabad (sobborgo)' di Cordova stessa, sorto sulla riva sinistra del fiume Guadalquivir. Già un'avvisaglia della rivolta si era avuta già nell'805, allorché 62 persone furono crocifisse per ordine dell'Emiro. I fermenti, ripetutisi l'anno dopo, indussero al-Hakam I' a rafforzare la propria guardia personale: i cosiddetti "muti" (kurs), schiavi cioè (ʿabīd) o mercenari che non sapevano parlare in arabo e che per questo erano ritenuti affidabili per non poter essere coinvolti in eventuali complotti di Palazzo. Fra essi - circa 2.000 - i preferiti erano gli uomini del Narbonese e della Settimania e della stessa Galizia Loro capo era un cristiano, il kumis (conte) Rabīʿ figlio di Teodulfo, cui era stato affidato anche l'ingrato compito di esigere dai musulmani le tasse extra-coraniche (quelle cioè non riconducibili alla zakat), che erano assai pesanti. Nell'818 la violenza esplose a seguito dell'inasprimento delle imposte. Il corteo dell'Emiro, che tornava da una battuta di caccia, fu attaccato e a stento al-Hakam I scampò alla morte. La sua sete vendetta non si placò con l'uccisione da parte della sua scorta di 10 dimostranti che furono subito crocefissi sul posto. Il rabad fu circondato e cominciò la mattanza da parte delle forze regolari emirali che durò 3 giorni, con un numero di morti incalcolabile. Alle preghiere di fare arrestare il massacro l'Emiro, al-Hakam (che si guadagnò il soprannome di al-Rabadī accondiscese purché, dopo l'esecuzione di 300 fra gli abitanti più facinorosi, l'intera popolazione del sobborgo partisse per un esilio al di fuori dei confini dell'Emirato omayyade. Gli esiliati si rifugiarono per lo più in Nordafrica - dove Idris, scampato alla repressione abbaside dopo i fatti di Fakhkh s'era rifugiato e aveva edificato il suo personale dominio idriside - andando ad abitare la neo-costituita città di Fez. Un gruppo però si recò ad Alessandria d'Egitto ma, allontanati anche da lì, dove costituivano un elemento di disordine e di insubordinazione, si rifugiarono infine nell'isola di Creta, dedicandosi da quel momento alla guerra di corsa contro il naviglio cristiano. Riguardo all'insurrezione di Cordova, esiste un'altra versione che sostiene che avvenne nel maggio 814: un soldato uccise un lucidatore che aveva rifiutato di lucidargli la spada, e questo fornì il pretesto per la ribellione del quartiere di Arrabal del Sur, fomentata da studenti e fuqaha; un'enorme folla attaccò il palazzo dell'emiro e continuò ad attaccarlo non ostante la cariche della cavalleria; allora Hakam prima ordinò l'esecuzione di alcuni fuqahāʾ che erano prigionieri e dato che l'assalto continuava ordinò d'incendiare il quartiere di Arrabal del Sur. I ribelli, come previsto, accorsero in aiuto delle loro famiglie; circondati dai "muti", furono massacrati. Dopodiché ordinò che tutti gli abitanti dell'Arrabal del Sur lasciassero l'emirato entro 3 giorni, pena la crocefissione: circa 8000 famiglie si stabilirono a Fez in Marocco, mentre circa altre 15000, passate in Nordafrica, dopo aver combattuto contro i beduini, si impadronirono di Alessandria e fondarono un regno indipendente sotto Abu Hafs Omar al-Balluti. A quel punto Hakam concesse un'amnistia ai fuqaha e li autorizzò a stabilirsi in qualunque parte dell'emirato, ad eccezione di Cordova e dintorni; Yahya ibn Yahya, che era il loro capo riconosciuto già ai tempi di Hisham I, riuscì persino ad assicurarsi le grazie del sovrano, Hakam I. Dopo 25 anni impegnati a domare tali insurrezioni interne, al-Hakam I riprese anche le offensive contro il regno cristiano asturiano. Il suo generale ʿAbd al-Karīm ibn Mughīt aveva in realtà già colpito nel 796 l'antica Castiglia ma fu nell'803 che i musulmani di al-Andalus tornarono a effettuare incursioni in profondità, per reiterare le loro azioni nell'808 e, su scala assai maggiore, nell'816. Uomo di forte carattere, uno dei pochi a bere apertamente vino fra i sovrani omayyadi di al-Andalus, e dotato di ottima cultura letteraria, al-Hakam I indicò il 6-5-822, in un'adunanza solenne nell'Alcazar di Cordova, il proprio figlio ʿAbd al-Rahmān come walī al-ʿahd destinato a succedergli. Quindici giorni dopo l'Emiro moriva nel chiuso del suo Palazzo, accudito dalle donne del suo gineceo e dai suoi eunuchi a 53 anni. Per il cronista Ibn Hazm, che fu anche filosofo, teologo, storico e poeta, al-Hakam fu il più sanguinario e dispotico di tutti gli emiri omayyadi di al-Andalus.
  • Al-Hakam I, Abû al-`Âs al-Hakam ibn Hisham - emir Kordoby w latach 796-822 Był synem Hiszama I, wnukiem Abd ar-Rahmana I. Al-Hakam I zapisał się w historii swoim postępowaniem, które budziło zgorszenie wśród ortodoksyjnych muzułmanów i islamskich duchownych. Był alkoholikiem rozmiłowanym w winie i zapalonym myśliwym. Na swoim dworze w Kordobie utrzymywał przyboczną, doborową gwardię, która składała się w większości z cudzoziemców nie znających języka arabskiego. W 805 roku jego przeciwnicy wywołali w stolicy kraju zamieszki, które emir surowo stłumił. Bunty wybuchały jeszcze kilkakrotnie. Największy z nich, zwany Motín del Arrabal (Bunt w Arrabal - od nazwy południowego przedmieścia Kordoby ar-rabad), miał miejsce w 814 roku i zakończył się: licznymi publicznymi ukrzyżowaniami, wygnaniem ludności i zrównaniem z ziemią przez armię władcy znacznej części Kordoby. W 807 roku z inspiracji emira al-Hakama I w Toledo doszło do wystawnej uczty podczas, której wymordowano zaproszonych gości stanowiących elitę miasta. Zdarzenie to przeszło do historii jako Jornada del Foso (Rzeź niedobitków). Kolejnym emirem Kordoby został jego syn Abd ar-Rahman II.
  • Al-Hakam Ibn Hisham Ibn Abd ar-Rahman I var en umayyadisk emir i Córdoba. Under hans regeringstid utbröt ett uppror bland prästerskapet i en förort som kallas al-Ribad på floden Guadalquivirs södra strand. Al-Hakam krossade upproret och satte förortens alla invånare på ett fartyg och skickade dem i exil. De intog Alexandria i tio år innan de blev utkastade. Därefter grundade de en ny muslimsk dynasti på Kreta. Al-Hakam I efterträdde Hisham I och efterträddes av Abd ar-Rahman II.
dbpprop:hasPhotoCollection
dbpprop:reference
dbpprop:sHouProperty
dbpprop:title
dbpprop:wikiPageUsesTemplate
dbpprop:years
  • 796 – 822
rdf:type
rdfs:comment
  • Al-Hakam Ibn Hisham Ibn Abd-ar-Rahman I was Umayyad Emir of Cordoba from 796 until 822 in the Al-Andalus. During his reign he crushed a rebellion led by clerics in a suburb called al-Ribad on the south bank of the Guadalquivir river. He punished the inhabitants by exiling them by ship. They eventually reached Alexandria and dominated the city until 827, after which they were expelled.
  • al-Hakam I. , arabisch ‏الحكم بن هشام‎, DMG al-Ḥakam b. Hišām, war dritter Emir von Córdoba (796–822). al-Hakam I. trat 796 die Nachfolge seines Vaters Hischam I. im Emirat von Córdoba an. Dabei kam es erneut zu Machtkämpfen mit den Onkeln Sulayman und Abdallah. Zwar verbündeten sich diese mit den Franken unter Karl den Großen, doch wurde den Anwärtern bei einem Vergleich der östliche Teil des Emirats zwischen Huesca und Murcia überlassen.
  • Al-Hàkam I o Al-Hàkam ibn Hixam Abu l-Asi (en àrab الحكم بن هشام, Al-Ḥakam ibn Hixam) (770-822), fou el tercer emir omeia de Còrdova (796-822). Va succeir al seu pare Hixam I quan va morir el 17 d'abril del 796. Tenia llavors 26 anys.
  • Abû al-`Âs al-Hakam ibn Hisham, llamado al-Murtazî (المرتضى), más conocido como Alhakén I o Al-Hakam I, tercer emir independiente de Córdoba, desde el 17 de abril de 796 hasta su muerte. Para el cronista Ibn Hazm, que nunca se mordía la lengua, fue el más sanguinario y déspota de los emires omeyas.
  • Abû al-`Âs “al-Murtazî” al-Hakam ben Hichâm ou Al-Hakam I, est né en 766, il a succédé à son père Hichâm I comme émir omeyyade de Cordoue en 796. Il est mort en 822).
  • Avuta la meglio nel conflitto dinastico, con la morte dello zio Sulaymān e l'assegnazione all'altro zio, ʿAbd Allāh del governo pressoché esclusivo della città di Valenza (tanto da fargli guadagnare la nisba di "al-Balansī", ossia "il Valenciano"), al-Hakam dovette presto affrontare le ribellioni della cosiddetta "Marca Superiore", maggiormente prossima ai domini franchi, della "Marca Centrale" e di quella Inferiore.
  • Al-Hakam I, Abû al-`Âs al-Hakam ibn Hisham - emir Kordoby w latach 796-822 Był synem Hiszama I, wnukiem Abd ar-Rahmana I. Al-Hakam I zapisał się w historii swoim postępowaniem, które budziło zgorszenie wśród ortodoksyjnych muzułmanów i islamskich duchownych. Był alkoholikiem rozmiłowanym w winie i zapalonym myśliwym. Na swoim dworze w Kordobie utrzymywał przyboczną, doborową gwardię, która składała się w większości z cudzoziemców nie znających języka arabskiego.
  • Al-Hakam Ibn Hisham Ibn Abd ar-Rahman I var en umayyadisk emir i Córdoba. Under hans regeringstid utbröt ett uppror bland prästerskapet i en förort som kallas al-Ribad på floden Guadalquivirs södra strand. Al-Hakam krossade upproret och satte förortens alla invånare på ett fartyg och skickade dem i exil. De intog Alexandria i tio år innan de blev utkastade. Därefter grundade de en ny muslimsk dynasti på Kreta. Al-Hakam I efterträdde Hisham I och efterträddes av Abd ar-Rahman II.
rdfs:label
  • Al-Hakam I
  • Al-Hakam I.
  • Al-Hàkam I
  • Alhakén I
  • Al-Hakam Ier
  • Al-Hakam ibn Hisham
  • Al-Hakam I
  • Al-Hakam I
owl:sameAs
skos:subject
foaf:page
is dbpprop:redirect of
is owl:sameAs of