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dbpedia:Gerarchia	dbpprop:abstract	"Gerarchia was a magazine/journal founded in January 1922 by Benito Mussolini. Mussolini was listed on the magazine's masthead as its editor-in-chief. However, the magazine's actual editor, from its founding, was Margherita Sarfatti. Her name did not appear on the magazine until its February 1925 edition, where she was listed simply as \"direttore responsabile\" (i.e. the personal legally responsible for the magazine)."@en ,
		"\"Gerarchia\" fu la rivista ufficiale del fascismo. A fondarla, nel 1922, fu lo stesso Benito Mussolini. La cerchia dei collaboratori della rivista \u00E8 sempre stata \"a numero chiuso\": i suoi componenti furono sempre ossequienti alle idee mussoliniane. Tra costoro si annoveravano lo storico Gioacchino Volpe, il pittore e poeta novecentista Ardengo Soffici, lo storico e giurista Arrigo Solmi, la giornalista Margherita Sarfatti, il pubblicista Franco Ciarlantini, il critico letterario Lorenzo Giusso. Nel numero di inaugurazione del 25 gennaio 1922, Benito Mussolini - nell'articolo Breve preludio - spiega il titolo della rivista: Breve preludio Nel numero del febbraio 1922 di \"Gerarchia\" Mussolini scrisse un lungo saggio - \"Da che parte va il mondo\" - nel quale appare angustiato da un dubbio amletico, sintomatico dell'indeterminatezza programmatica del movimento fascista da poco diventato Partito Nazionale Fascista. In questo articolo egli esprime la persuasione che la sterzata verso destra costituisca in Europa un orientamento destinato a durare e a distinguere il nuovo secolo da quello passato. In questo scenario il fascismo sar\u00E0 lo strumento della restaurazione dell'ordine e della disciplina. Esso dovr\u00E0 \"innestare nel tronco di talune gerarchie elementi nuovi di vita;... preparare l'avvento di nuove gerarchie\" (\"Gerarchia\", gennaio '22). Il messaggio della rivista era che il rinnovamento della societ\u00E0 italiana doveva attingere al tradizionalismo antidemocratico verso il quale il fascismo veniva riorientato, rispetto al suo sostanziale e originario sovversivismo, per diventare lo strumento attraverso il quale Mussolini poteva emergere come vincitore dal confronto con la tendenza rivoluzionaria. Crea cos\u00EC il mito della propria persona, strettamente legato con il mito e il destino del fascismo, e fa nascere quel mussolinismo che assume connotati differenti nella sfera delle immagini, con i nomi dapprima politici di capo del governo, poi di duce del fascismo e in seguito mitici come lUomo Nuovo, lUomo della Provvidenza. Nel numero di gennaio dell'anno successivo, nell'articolo \"Tempo secondo\", Mussolini ama definirsi, in modo rassicurante, come capo del governo, colui che ha saputo conquistare lo Stato al giusto momento storico, non per distruggerlo ma per rinnovarlo e fascistizzarlo. L'articolo a firma di Niccol\u00F2 Giani: Perch\u00E9 siamo dei mistici Non era assurda per i tiepidi e per i pavidi la marcia su Roma? Per i pessimisti e per i ragionatori non sono state ugualmente assurde la vittoria contro i 52 Stati sanzionisti e la conquista dell'Etiopia? Non era ugualmente assurdo per i miopi, il trionfo della nuova Spagna? (...). A questi assurdi Mussolini ci ha abituati da vent'anni, di questi assurdi, oggi, \u00E8 imbevuta l'anima di noi tutti (...). La Storia, quella con l'esse maiuscola, \u00E8 stata e sar\u00E0 sempre un assurdo: l'assurdo dello spirito e della volont\u00E0 che piega e vince la materia; cio\u00E8 mistica. Fascismo = Spirito = Mistica = Combattimento = Vittoria perch\u00E9 credere non si pu\u00F2 se non si \u00E8 mistici, combattere non si pu\u00F2 se non si crede, marciare e vincere non si pu\u00F2 se non si combatte\". Ma tra il 1925 e il 1930, quando il fascismo cessa di essere elaborazione ideologica e si cristallizza come dovere e credo dell'obbedienza \"cieca e assoluta\", fascismo e mussolinismo diventano una mistica. E mentre l'ideologia si trascina confusamente, il fascismo di \"Gerarchia\" tende, appunto, ad esiti mistici per propagandare grandi sogni di grandezza e fare la storia. Mussolini \u00E8 il Capo e, su \"Gerarchia\", viene esaltato come l' Uomo della Provvidenza, l' Uomo Nuovo, il Demiurgo fascista, il Principe della Giovinezza, il Duce o solamente DUX. I gesti del Duce vengono definiti \"ispirati\" e le sue frasi oracolari vengono venerate fino a professare il culto dogmatico della sua Parola come unica fonte di verit\u00E0, di cultura e di storia. Nel 1939 viene pubblicato su \"Gerarchia\" un articolo di Niccol\u00F2 Giani, docente universitario, direttore e fondatore nel 1930 della Scuola di mistica fascista (la scuola organizza corsi di mussolinismo imperiale e lecturae Ducis) dal titolo \"Perch\u00E9 siamo dei mistici\" che si basa completamente sulla logica irrazionale del credo quia absurdum: In questo modo \"Gerarchia\", che era nata come rivista di \"pensiero fascista\", dimostra - a detta di molti - l'incongruenza del suo direttore e dei suoi collaboratori."@it ;
	rdfs:comment	"Gerarchia was a magazine/journal founded in January 1922 by Benito Mussolini. Mussolini was listed on the magazine's masthead as its editor-in-chief. However, the magazine's actual editor, from its founding, was Margherita Sarfatti. Her name did not appear on the magazine until its February 1925 edition, where she was listed simply as \"direttore responsabile\" (i.e. the personal legally responsible for the magazine)."@en ,
		"\"Gerarchia\" fu la rivista ufficiale del fascismo. A fondarla, nel 1922, fu lo stesso Benito Mussolini. La cerchia dei collaboratori della rivista \u00E8 sempre stata \"a numero chiuso\": i suoi componenti furono sempre ossequienti alle idee mussoliniane. Tra costoro si annoveravano lo storico Gioacchino Volpe, il pittore e poeta novecentista Ardengo Soffici, lo storico e giurista Arrigo Solmi, la giornalista Margherita Sarfatti, il pubblicista Franco Ciarlantini, il critico letterario Lorenzo Giusso."@it .
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		ns7:Fascism ,
		<http://dbpedia.org/resource/Category:20th_century_in_Italy> ,
		ns7:Publications_established_in_1922 .